Qualche volta capita di leggere qualcosa di stimolante ed utile anche nella Basilicata saudita, riportiamo qualche passaggio ma bisogna trovare il tempo per leggere tutto il pre-print qui, al link sottostante:

siamo davanti al primo prodotto del progetto Lucas, firmato da studiosi di livello indiscutibile e privi di conflitti di interesse, e che vede come primo firmatario il celebre epidemiologo Annibale Biggeri. Citiamo testualmente alcuni passaggi che seppur parziali (dati 2013-2023) in un percorso di ricerca che è solo agli inizi, destano molta attenzione:

“… La mortalità 2013-2023 mostra particolari gradienti interni alla regione lucana evidenziando come sia più appropriato parlare delle Basilicate e non della Basilicata. Prendere atto di questa complessità implica dover sempre collocare la valutazione del profilo di salute di un’area particolare nelle dinamiche di lungo raggio che sono strutturali in questa regione. In conclusione, come ricordato ai fini della definizione dei quesiti di ricerca, si evidenziano come aree meritevoli di particolare attenzione l’area della Val d’Agri e di Tempa Rossa, e l’area di Melfi.

“… Sui due comuni di Melfi e Lavello … si osserva un profilo simile ma con eccessi maggiori. I tumori maligni mostrano un eccesso del 7% (entrambi i sessi SMR=107, 100;115), e in particolare i tumori del polmone (entrambi i sessi SMR=139, 119;162) e i tumori del sistema linfoematopoietico nei maschi (SMR=145, 110;187) …. . Area della Val d’Agri. Usando la nostra definizione dell’area di 15 comuni (i 20 del rapporto ISS meno 5 della Val di Sauro (Anzi, Armento, Corleto Perticara, Guardia Perticara, Laurenzana) e cioè Abriola, Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, San Chirico Raparo, San Martino 41 d’Agri, Sarconi, Sasso di Castalda, Spinoso, Tramutola, Viggiano, Paterno) i dati di mortalità più recenti mostrano una situazione compromessa: sono in eccesso la mortalità per tutte le cause (entrambi i sessi SMR=108, 105;110 per 34 casi attribuibili annui, un decesso in più ogni 11 giorni), tumori maligni (SMR=113, 107;119 per 12 casi attribuibili anno, un decesso in più al mese) e malattie circolatorie (SMR= 111, 107;116 per 18 casi annui, un decesso in più ogni 20 giorni) (Tabella 8). Nei maschi troviamo anche in eccesso la mortalità per malattie respiratorie (SMR=112, 99;126) … .

Area di Tempa Rossa. L’area ristretta comprende i quattro comuni di Corleto Perticara, Gorgoglione, Guardia Perticara e Pietrapertosa. L’area comprende una popolazione poco numerosa e le stime di mortalità sono pertanto imprecise. Si osserva un eccesso nella mortalità generale per il sesso maschile (SMR=118, 108;129), un eccesso nella mortalità per tutti i tumori maligni in entrambi i sessi (SMR=104, 90;120), e degno di nota l’eccesso nei maschi di mortalità per tumori linfoematopoietici (SMR=113, 53;212) e le leucemie mieloidi (SMR=260, 88;594). Si osservano eccessi in entrambi i sessi per le malattie circolatorie e al loro interno le malattie ischemiche di cuore e l’infarto del miocardio, rispettivamente SMR=102 (92;112), SMR=121 (100;144), SMR= 198 (150;256) … .

Area di Rotondella. L’area comprende il sito di Trisaia dove dalla fine degli anni ’60 fu localizzato un impianto per la fabbricazione di elementi di combustibile nucleare. I rifiuti radioattivi immagazzinati nel sito consistono ancora oggi in 64 barre di combustibile irraggiato del ciclo uranio-torio, che non possono essere riprocessate perché non esistono impianti industriali in grado di trattare tali quantità di questo tipo di combustibile. Il sito dista 8,5 km dal centro del comune di Rotondella. I cinque comuni considerati sono Nova Siri, Policoro, Rotondella, Tursi, Scanzano Jonico. I dati 2015-23 di mortalità mostrano un eccesso di mortalità generale (SMR=104, 101;107) e per le malattie circolatorie (SMR=108, 103;113). Degni di nota gli eccessi nel sesso femminile per tumori linfoematopoietici, leucemie e leucemie mieloidi, rispettivamente SMR=112 (82;149), SMR=150 (98;220), SMR=201 (113;333) … .

Sorge il dilemma a questo punto: la Regione attuale che tutto autorizza e poco controlla sarà realmente vincolata dagli esiti di questi studi? Le voci di popolo si confermano campanello di allarme credibile? Quale prevenzione primaria è stata messa in campo per i lucani deceduti e non? Di qualcosa sono morti, che sia inquinamento o altro, questo conto e le annesse omissioni saranno addebitate a chi oppure nessuno pagherà? I vivi meritano protezione, conoscenza e trasparenza ma anche i morti dei conflitti ambientali lucani meritano giustizia e verità. Noi continueremo a sostenere gratuitamente il lavoro del Prof. Biggeri e del suo staff, abbiamo sete di scienza libera, e la conoscenza farà giustizia lì dove neanche i tribunali lucani sono arrivati.

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.