Ci è stata mandata questa immagine:

scattate tempo fa, dove chiaramente si riconosce la zona, e la carcassa di una bufala abbandonata tra gli escrementi. Siamo nei terreni tra la ferrovia e le stalle dell’attuale sindaco, terreno da noi già osservato e studiato in precedenti articoli, usato come discarica di liquami zootecnici, oggetto di incendi mirati (anche questi ripresi) volti a schermare e seccare i liquami stessi, e che probabilmente ospita anche i resti di qualche capo di bestiame.

Noi aspettiamo che il Prefetto decida cosa fare. Le stalle abusive vanno abbattute, gli animali riallocati ma dove e quando? In caso di demolizione i terreni diventerebbero comunali? Il Sindaco su questa vicenda è in conflitto di interessi, sta seguendo i dettami legislativi o i suoi interessi? Come è possibile che da allevamenti abusivi derivino prodotti alimentari regolarmente in commercio? I veterinari pubblici che conferiscono i codici aziendali possono ignorare l’abusivismo e le irregolarità di queste industrie insalubri di prima classe? Sono rispettate le distanze dalle abitazioni e dalle infrastrutture? Un traffico di liquami afferente a migliaia di capi rinchiusi tra il mare e la SS 106 viene debitamente sorvegliato oppure pensiamo solo all’autovelox per gli autisti? Da anni si viola la direttiva europea sui nitrati, contribuendo ad un disastro ambientale e sanitario, ma mentre nelle vicine regioni la soppressione di questi reati è forte da noi tutti sanno ma tutto rimane concedibile: cosa blocca lo Stato davanti la filiera zootecnica di Scanzano Jonico?

Intanto gli spandimenti si spostano anche verso via Andriace, più a monte della 106

ed anche questo spandimento ha visto un lavoro di frangizollatura postumo. Forse su Scanzano aspettano l’impianto di biogas su Policoro per risolvere i loro problemi? Ed intanto la filiera del traffico e smaltimento illecito continua alla luce del sole. Aspettiamo gli esiti del ricorso al Consiglio di Stato, sotto allegato, che vede la contrapposizione di due allevatori locali: uno da sindaco l’altro da privato…ne vedremo delle belle!

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.