Il centrosinistra, 5 stelle incluso, ha perso un’altra occasione per costruire un’alternativa politica in prima linea, ovvero alle comunali di Viggiano.

Viggiano doveva essere un simbolo della resistenza, o per lo meno una reazione, costruire una proposta politica realmente autonoma rispetto al fossile ed al sistema Eni-Bardi, invece no. I Cicala ad ENI dicono ed hanno detto sempre sì a tutto, qualche ammuina in conferenza di servizi sul Bluewater, ma alla fine è passato anche quel progetto: bizzarra Viggiano che spende fiume di denaro per panchine, statue, fontane, chiese, piazze, concerti, buoni carburante, contributi alle associazioni, impianti sportivi ma non ha ritenuto utile pagare dei consulenti per capire se il progetto Bluewater fosse realmente sostenibile o meno, o per capire se le carte depositate da Eni & Soci fossero credibili. Lì il consulente era una spese inutile, tutto il resto invece salverà il futuro dei viggianesi.

Abbiamo proposto alla lista n.2, Vince Viggiano, di inserire nel programma almeno il miglioramento dei controlli sulla filiera petrolifera: prima silenzio, poi nervosismi ed il problema della perdita dei voti. Praticamente l’alternativa di centro-sinistra ai Cicala vuole il petrolio come i Cicala, e lo vuole allo stesso modo, quindi nessuna differenza sostanziale, solo un cambio di nomi.

Al TAR contro il Bluewater di Eni infatti nessuno dei candidati si è opposto, e non si sono opposti neanche a parole sui social o nelle piazze. E’ una guerra tra bande che giocano a fare gli statisti incompresi, sono tutti bravi ma tutti assenti dalla trincea. Colonizzati e contenti.

Leggendo i programmi di entrambe le liste, colmo dei colmi, chi parla di più di ambiente? L’uscente, lo stesso che nella relazione conclusiva di legislatura in 90 pagine non ha mai usato la parola royalties. Stiamo messi male, e non c’è neanche il minimo di onestà intellettuale nel riconoscerlo. Tutti che propongono progetti messianici di riscatto del paese senza mai fermarsi e chiedersi il costo di quei progetti: quanto inquinamento, morti, corruzione e scandali ancora a spese di tutti per il benesseri di pochi? Se Viggiano sbaglia una scelta a pagarne il prezzo è una regione intera, ma questi discorsi non si possono fare: tutti che vogliono restare nel proprio paesello, anche a costo di distruggere lo stesso territorio che li ha visti nascere. I soldi secondo loro piovono dal cielo? Se si chiamano compensazioni vuol dire che vengono erogate a fronte di un danno, ma di questo danno non ne vuole mai parlare nessuno. Questa non è politica, è sindrome di Stoccolma da parte di una comunità non libera di votare ma dove il voto conta, con un pugno di voti si vanno a gestire somme importanti, e quindi il petrolio diventa dogma di fede, e tutto discende da esso, quindi per favore non parlate di morale, futuro e trasparenza, abbiate il coraggio di parlare di ricatto fossile una volta tanto.