Negli ultimi mesi sarebbe stato emanato e condiviso anche con gli organi del Consiglio Regionale, un documento di fine 2024 che in realtà riprende una problematica ravvisabile nel piano del personale – PTFP 2022-2024. Nel documento sotto allegato (mentre sul sito Arpab il prospetto sulla dotazione organica è fermo al 2021)

si riporta che: “…E’ di tutta evidenza che l’Agenzia ha perso negli anni sopra indicati più del 50% del personale in servizio. … appare peraltro di particolare rilevanza considerare che la dotazione organica, sopra descritta e riportata, è risalente all’anno 2007 “;

Noi cittadini abbiamo il diritto di sapere cosa sia successo davvero in Arpab dal 2016 ad oggi. Più campanelli di allarme si sono accessi valutando diverse cose: lo spostamento di mezzi mobili da un luogo all’altro in caso di emergenze, come recentemente a Pisticci Scalo, spostando mezzi e centraline che lasciano senza monitoraggio altri luoghi, quindi l’incapacità strumentale di fronteggiare più emergenze contemporaneamente, e poi altro grosso campanello d’allarme, la scarsità di dati ambientali pubblicati sul nuovo sito web dell’agenzia. I dati non vengono pubblicati perchè non si raccolgono o perchè manca anche il personale per caricarli online? Arpab rassicura e promette, ma non accetta mai confronti pubblici: cosa sta messa davvero l’agenzia? Alla luce della scarsa quantità di dati ambientali pubblicati sul sito web di Arpab se comparati all’enorme mole di lavoro richiesta sia per le attività ordinarie (AIA, siti inquinati, conferenze di servizi e monitoraggi vari) sia per le straordinarie, sorge il dubbio: Arpab con l’organico che ha può espletare tutte le funzioni previste per legge? Se non lo fa perchè l’attuale dirigenza non pubblica, come all’epoca Iannicelli, apposite di delibere di segnalazione del mancato servizio? Perchè la Regione non ci spiega ad oggi quanto personale manca ad Arpab per svolgere tutte le attività previste per legge? Se manca il personale per l’ordinario perchè si lavora poi su progetti speciali e temporanei? Quanti sono stati i licenziamenti in questi anni anche tra le recenti assunzioni? Perchè la gente ha deciso di lasciare il posto fisso? Quanti pensionamenti non sono stati rimpiazzati? E soprattutto quali attività laboratoriali mancano all’appello e quanti dirigenti? Perchè non è pubblico ciò che è stato mandato al Comitato di Indirizzo e Controllo? Cosa Arpab nel dettaglio non ha fatto e con quali conseguenze, e perchè non lo si è esternalizzato ove possibile? La situazione forse è più complessa e delicata di quanto non traspaia, il punto è che la politica non vuole investire nei controlli, da sempre, a prescindere dal colore politico.

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.