Lo scrivemmo anni fa, lo confermò Schiassi in seguito: il Pertusillo andrebbe caratterizzato e probabilmente le sue acque declassate da A2 ad A3, e probabilmente in alcuni periodi neanche potabilizzabili grazie anche all’inquinamento preveniente dai suoi affluenti. Ma come si bonifica un invaso, ammettendone l’inquinamento?

Pertusillo, gennaio 2017 – Masseria Crisci

Negli anni al suo interno è stato trovato di tutto: alghe e tossine altamente tossiche o cancerogene ( dai cianobatteri alle microcistine ), idrocarburi, metalli pesanti, PCB etc… pressioni e minacce sui pochi controllori che facevano bene il loro dovere, comunicazione sempre blanda e lacunosa, vedasi i dati sull’invaso sul sito Arpab fermi al marzo 2016, protocolli di sorveglianza morti nella culla o sfornati come focacce, come quello per i monitoraggi satellitari dell’invaso o del monitoraggio degli alimenti con l’ISS e l’IZS di Foggia ( delibera allegata sotto ) mai realmente partiti.

la foto ricordo di Cosimo Latronico

E nonostante tutti questi dati siano stati da noi pubblicati, i politici fanno finta di nulla, anzi alcuni fingono anche di preoccuparsi per il Pertusillo, facendo le solite, vuote ed inutili interrogazioni, mentre i cittadini affondano i piedi nel fango e nella polvere, loro come l’On. Latronico, organizzano un incontro tra amici sul muro del Pertusillo, ben vestiti per farsi fotografare con i simpatizzanti, con alle spalle una vista mozzafiato: la spazzatura galleggiante che stagna a ridosso del muro dell’invaso.

Monte Alpi 6 – gennaio 2017

A prescindere dagli esiti della analisi, nelle quali Cova Contro sta seguendo anche una terza ipotesi, ed ignorando la superficialità con la quale la stampa cartacea tratta questi argomenti, ci sentiamo di affermare che il Pertusillo è volutamente abbandonato in balia degli scarichi civili e zootecnici volutamente non controllati da decenni ( si conoscono le utenze di fornitura ma non quelle fognarie ), in balia inoltre anche di infrastrutture industriali costruite ad 1 km dall’invaso, in balia soprattutto della criminalità di una classe dirigente locale e non da sempre connivente.

Ieri durante il nostro quarto sopralluogo presso l’invaso, abbiamo notato come un piezomentro installato a ridosso del Pertusillo in località Spartifava (Grumento) e non lontano dal pozzo ENI Monte Alpi 6, sia palesemente inutile, in quanto installato a ridosso di un burrone, a 20 mt di quota rispetto al piano campagna del Pertusillo sottostante, e separato da diversi declivi dal pozzo petrolifero stesso – esempio di monitoraggi volutamente ciechi.

il piezometro collocato tra Pertusillo e Monte Alpi 6 – gennaio 2017

Alcune certezze le abbiamo: alghe o petrolio, o altro che sia, la magistratura non riesce a bonificare questa regione dalla criminalità dei colletti bianchi.

 

 

 

Giorgio Santoriello

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.