Nei prossimi mesi scenderemo nei dettagli, sperando di essere sentiti presto in tribunale come parte civile nel processo Itrec. La lettura degli atti processuali è stata per noi sconvolgente, decenni di ipotesi e paure hanno trovato pesanti conferme, inclusa l’inchiesta del Dott. Nicola Maria Pace e del suo staff investigativo ( Cosola, Giove, Pizzolla, ed altri gloriosi rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato). Il 10 giugno speravamo si parlasse di questo in regione, ma la nostra presenza ha creato scompiglio portando gli organizzatori a chiamare la Digos. Noi abbiamo fatto una nostra conferenza fuori la sala finito l’incontro, perchè ci sembrava giusto cristallizzare in un video il nostro malessere, lo stato d’animo in quel momento.
Negli atti processuali abbiamo letto di tutto: controllori collusi ed omissivi, inquinamento sottaciuto, luoghi di indagine modificati prima dei prelievi, materiale di interesse militare nell’impianto, scarti nucleari del passato a rischio reazione, ma dei dettagli ne parleremo dopo l’estate.
Nonostante i numerosi incontri istituzionali alcune nostre domande rimangono senza risposta:
perchè non esistono registro consultabili sui rifiuti prodotti dall’Itrec e dall’Enea? Movimentazione terre di scavo, consumi e scarichi idrici? Grazie al lavoro di Massimo Morigi dall’alto abbiamo visto per alcune cose, l’evoluzione dello stato dei luoghi senza mai leggere un’analisi sui terreni di scavo dell’area in questione, come nel caso sottostante:
ormai tutti questi vuoti conoscitivi non possono più avere il gusto della distrazione o della negligenza, qui è metodo e forse anche dolo, verso un territorio usato come cavia abitato da gente di serie C.
