Basento, agosto 2021, ponte via Pomarico

Pensavo fosse una bufala o una notizia di Lercio, invece il solitario Robex News mi pare sia stato l’unico a pubblicare questa notizia, ovvero la nuova intesa tra Gestori Ambientali (monnezzari ed annessi) e Carabinieri Forestali, ironicamente si potrebbe dire che guardie e ladri hanno firmato una intesa volta a dare alle “guardie i dati dei ladri”…il modello lucano insomma ove non esiste confine tra bene e male, controllore e controllato. Un accordo nazionale mi dicono per giunta, ennesimo sugello al decadimento di una grande corpo, quello Forestale, già distrutto una volta assorbito nell’Arma oggi costretto a siglare pure accordi con quelli che perseguivano fino a pochi anni fa. La mia profonda stima verso alcuni agenti del CFS, le cui indagini per me sono diventate bibbia anche per il mio lavoro in Cova Contro, ma la coscienza mi spinge a esprimere profondo rammarico ed indignazione per questo accordo e soprattutto per la veste lucana del medesimo.

Al di là delle battute e dei sentimentalismi, fanno riflettere le parole del Comandante Vita: “in Basilicata c’è una minima parte che delinque sapendo di delinquere…” bizzarra questa affermazione, farebbe quasi pensare che in Basilicata si possa perseguire il piccolo allevatore che sversa nel canale di bonifica ma non il grande industriale e le sue costanti pratiche illecite? Al netto del lavoro del NOE io chiedo al Comandante Vita un rendiconto dettagliato delle operazioni dei carabinieri forestali contro i grandi inquinatori: Comandante Vita lei che mi dicono essere originario del potentino ed in servizio in Basilicata da almeno un decennio, mi dice lei quanti grandi inquinatori ha indagato e con quali esiti? Dov’è l’elenco delle operazioni, la strumentazione usata, i risultati raggiunti contro i grandi inquinatori, le s.p.a. per esempio? Oppure le informative e le indagini da voi svolte ma che non hanno avuto il giusto seguito all’interno delle procure? Comandante Vita ma come si permette di dire che la situazione lucana dei reati ambientali è paragonabile a quella di altre regioni? Mi trovi lei una regione di 570mila abitanti con tre centri oli di cui uno in montagna e contemporaneamente sito nucleare, cementifici, inceneritori e discariche e depuratori sotto infrazione UE con i pozzi petroliferi nei parchi nazionali o a ridosso degli insediamenti residenziali? Fossi il suo superiore le chiederei un passo indietro o scuse pubbliche. Lei non deve fare politica, dovrebbe dire la verità o al massimo evitare di rispondere ma non mentire o sottostimare il contesto operativo.

Ma ha chiesto a Somma se Tecnoparco rispetta la legge? Comandante Vita lei dovrebbe saper fare le indagini quindi sa o fa finta di non sapere i pesanti procedimenti giudiziari pendenti sull’azienda di proprietà anche della famiglia Somma, il cui esponente del ramo rifiuti Le sedeva affianco? Lo chiedo perchè secondo alcune autorevoli fonti Tecnoparco sarebbe stata autorizzata a lavorare in barba alle norme ed ai controlli, quindi? Comandante ma visti anche i trascorsi giudiziari ed aziendali di Michele Somma alla sua destra ma un pò di imbarazzo non lo ha provato o il problema non se lo pone proprio? Ma sa che Somma è anche amministratore delegato di Tecnoparco o non sa neanche questo? Per lei comandante esiste il conflitto di interessi o no? Il buongusto ed il senso dell’opportunità? Forse sarebbe stato meglio il solito accordo a porte chiuse senza stampa e senza strascichi, non crede?

Comandante Vita ma i dati ambientali voi che siete lo Stato non li dovreste acquisire a prescindere dai protocolli di intesa o è tutto un disegno politico che noi comuni mortali non vediamo? Dovete chiedere il permesso alla camera di commercio per accedere ai dati ambientali, ma stiamo scherzando? E i controlli su strada ai carichi di rifiuti chi li fa e come? Dovete chiedere anche il permesso per prelevare un campione da un mezzo-cisterna? Mi dicono che in Basilicata ci sarebbero caserme di forestali permeabili a determinate logiche ed influenze (ne parlammo già con l’ex generale Palma), ed altre, valenti, pesantemente sotto organico ove gli agenti non arriverebbero neanche a 5. Ma davvero l’azione strategica era questo accordo? Ma la forestale gli strumenti tecnologici per fare indagini degne ce li ha? Io ricordo sul Pertusillo, nel 2017, quando per il prelievo di una carcassa di carpa i carabinieri forestali di Marsico non avevano neanche il blocchetto per i verbali, e la carpa la presero con un sacco da supermercato senza nessun altro accorgimento, ad eccezione dei guanti di lattice. Ed anche delle analisi su quella carpa non sapemmo più nulla.

Il procuratore Curcio ha detto chiaramente mesi fa che la politica non ha voluto istituire una sede della DIA in Basilicata, che mancano uomini e mezzi per fare al meglio tutte le indagini più urgenti, e Lei fa credere che l’accordo con l’amministratore delegato di Tecnoparco, patria dei rifiuti e di pesanti inchieste ambientali, sia la chiave di volta…si ravveda comandante chieda scusa almeno per le sue dichiarazioni ed i dati li dovreste acquisire per dovere ed interesse pubblico superiore non per una convenzione nazionale o una concessione dei controllati, gli stessi controllati che nel Basento in questi anni hanno buttato di tutto senza attivare la vera depurazione e senza comprare i reagenti, come ha scritto il Prof. Fracassi dell’Università di Bari. Ammesso che fosse così strategico questo accordo perchè non è stato fatto prima e questo problema in quali relazioni ufficiali precedenti emergerebbe? Le indagini quindi fino ad oggi sono state menomate e come?

Visto che ci siamo Comandante, è dal 2008 che vorremmo sapere come è finita l’indagine sui fusti di Filiano, come sono state fatte le indagini visto che a relazionare in commissione parlamentare nel 2012 fu lei e all’epoca non disse che la situazione lucana era come il resto d’Italia o sbaglio? Perchè dice che la situazione degli ecoreati lucani è paragonabile a regioni altre con milioni di abitanti? Perchè mente o sminuisce la gravità lucana? Comandante non è che Lei ha altre mire come altri suoi colleghi che hanno abbandonato l’uniforme per fare i consulenti? Se conosce la realtà allora perchè la sminuisce, lei non deve mica fare promozione turistica oppure il fatto che presta servizio nella sua provincia di origine le causa incompatibilità ambientali e leggerezza di giudizio?

Cova Contro chiede da anni un tavolo di confronto e scambio informazioni con carabinieri, prefettura, arpab per la repressione e la prevenzione dei reati ambientali ma le istituzioni preferiscono stringere accordi con chi i reati ambientali li causa. Ad maiora.

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.