la nuova sede Arpab di Matera - 2018

Sono diversi gli interrogativi che ci poniamo partendo da quel poco che sappiamo in merito alla legionella nella sede Arpab di Matera:

1 – Arpab avrebbe già adottato dal 2017 il piano di sorveglianza anti-legionella ma nella sola sede di Potenza, a Matera qualcuno pare si sia dimenticato, una dimenticanza che sarebbe intercorsa dal 2006. Non è la prima volta che assistiamo ad un trattamento a due velocità: tutto su Potenza, a Matera le briciole o la precarietà;

2 – non sappiamo se i servizi igienici od altri beni siano stati trasferiti dalla precedente sede Arpab di Matera, alla nuova, inaugurata nel 2018, invece che essere acquistati ex-novo. Questa ipotesi è legata alla natura di sviluppo e presenza della legionella;

3 – nonostante la sede sia nuova in uno stabile nuovo, ci viene da chiedere come sia stata fatta la manutenzione degli impianti sia idrici che di areazione. Arpab in merito sul sito web non ha nulla di consultabile. Noi in passato più volte abbiamo ricusato che non era pubblico il regime di manutenzione dell’attrezzatura analitica, figuriamoci il resto;

Noi la legionella in passato l’abbiamo trovata nell’acqua balneabile di Maratea, parametro non obbligatorio per legge, ma che può denotare una qualità dell’acqua e soprattutto la sua pericolosità sanitaria. Trovarla in un ufficio pubblico è cosa ben più grave, foriera di mancanze di ben altra natura e possibile fonte di pesanti conseguenze legali. In Basilicata l’eccesso di prudenza non esiste, si va al risparmio su tutto ma questa volta la frittata è fatta che che ne dica il direttore generale di turno.

Quali saranno le ripercussioni legali di un datore di lavoro che non ha difeso la salute del proprio dipendente? Se Arpab non riesce a tutelare la salute dei propri cosa potrà fare per quella dei lucani? Sotto qualche documento del passato, forse utile a capire il contesto di riferimento.

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.