Nonostante i ricorsi pendenti al TAR sul primo giudizio favorevole di compatibilità ambientale, al quale noi ed altri ci siamo opposti, in attesa di sentenza, la giunta Bardi prima del voto ha firmato l’ipoteca definitiva sul Pertusillo, approvando il Bluewater.

Si conferma la visione neocolonialista della giunta regionale che stende tappeti rossi alle compagnie petrolifere ed impedisce ai cittadini di comprendere e partecipare ai processi decisionali, nonostante la storia ad oggi abbia dato ragione alle paure ed alle denunce di questi ultimi.

Il Bluewater serve urgentemente ai petrolieri, perchè senza di esso la produzione Eni resterà ferma ai minimi storici, e per tornare a regimi produttivi maggiori serve trattare la quantità enorme di acque fossili che il giacimento in via di esaurimento, così parrebbe al netto del fatto che la conformazione dello stesso è segreta nonostante bene indisponibile dello Stato, produce al netto dell’olio e gas estratti. Un rapporto anche questo segreto, e quindi non è dato sapere ad oggi quanti barili di rifiuto si producono per un barile di estratto.

Ma le immagini parlano chiaro: 3 serbatoi su 4 del COVA di Viggiano sono vuoti o quasi, e dal riempimento di quei serbatoi passa il conteggio delle royalties e quindi senza il Bluewater l’erogazione delle royalties crollerebbe, relativamente alla produzione Eni-Shell in Val d’Agri. Bardi vuole pianificarsi il prossimo quinquennio a spese della nostra salute e del nostro ambiente: il Pertusillo abbandonato a sè stesso, Arpab non ancora accreditata ed i piani regionali di tutela acqua ed aria non ancora adottati. Bardi non vede la cronaca giudiziaria, non conosce le perizie sul disastro ambientale, non riflette sulle implicazioni di sperimentare qualcosa di totalmente nuovo a monte del Pertusillo… è accecato dalla sete di royalties e dai frutti di uno scambio scellerato. Questa non è democrazia ma sfruttamento selvaggio di un territorio ove i danni sono per molti, i vantaggi economici per pochissimi, ed i controllori si autoassolvono per i loro errori. Non hanno imparato nulla dai problemi precedenti, l’ammontare delle royalties genera una pericolosa tossicodipendenza che subordina la macchina pubblica alle esigenze private degli estrattori, così le istituzioni sono state esautorate dalla loro funzione di programmazione autonoma e di controllo, nonchè sanzionatoria. Se la Regione Basilicata ha bisogno delle royalties per chiudere il bilancio potrà mai deliberare in maniera libera?

Noi proveremo ad opporci anche a questa delibera, però prima attendiamo la sentenza del TAR sul primo ricorso.

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.