Ci sono momenti in cui prendersi una croce sulle spalle non basta, devi prendertene un’altra perchè quel momento, quella scelta in futuro non si ripeterà: opporsi a scelte politiche impugnando una delibera di giunta regionale è uno di quei momenti. Purtroppo sotto l’ultima giunta Bardi abbiamo assistito ad un assalto alla diligenza, alle risorse del nostro territorio, assalto condotto ovviamente senza confronto con le comunità locali, senza far partecipare ai processi decisionali le future vittime, o chi segue le tematiche da prima che determinati politici iniziassero a frequentare la nostra regione. In calce all’articolo si trova tutta la documentazione citata.

In un anno abbiamo depositato tre ricorsi al TAR, il primo contro il giudizio di compatibilità ambientale rilasciato dalla giunta Bardi, giugno 2023, per il quale il TAR si è espresso quasi un anno dopo dicendo che non poteva esprimersi in quanto atto endoprocedimentale, risposta per noi anomala, ma tant’è il TAR non ci ha prima riconosciuto il gratuito patrocinio (ma in sentenza ha detto che eravamo soggetti legittimati a ricorrere) e ci ha condannato a pagare 2mila euro di spese legali ad ENI. Il TAR ha ignorato la Convenzione di Aarhus ratificata da due decenni in Italia e che impone l’agevolazione dei costi della giustizia amministrativa per chi come noi si occupa di pubblici interessi, invece no interpretazione medievale e da noprofit, neanche il gratuito patrocinio ci hanno riconosciuto. Ogni causa di sole spese legali ci costa 8 mila euro, al netto di eventuali sentenze sfavorevoli.

Abbiamo impugnato la delibera di giunta regionale che per 12 anni ha rinnovato l’AIA di Tecnoparco, il rinnovo è avvenuto mentre lo scarico era palesemente degno di sequestro, e l’AIA semmai andava revocata o sospesa, non rinnovata. Il TAR non si è ancora pronunciato nel merito del ricorso ha solo respinto la nostra richiesta di sospensiva urgente della delibera, condannandoci a 500 euro. Non sappiamo se il gratuito patrocinio ci verrà riconosciuto ma lo abbiamo richiesto.

Ad un mese dalle ultime elezioni regionali viene rilasciata l’AIA al progetto Bluewater di Eni, ed ovviamente eravamo moralmente costretti ad impugnare nonostante l’affanno delle nostre casse. Il ricorso è stato depositato il 31 maggio 2024, la sentenza probabilmente arriverà l’anno prossimo.

I ricorsi erano innanzitutto gesti politici, argomentati tecnicamente, ma andavano fatti, anche perchè secondo le nostre informazioni nessun altro si è opposto a questi progetti, tolto il WWF per la prima delibera Bluewater, negli altri casi nè i sindaci, nè altri attori privati hanno impugnato gli atti, restituendo comunque un quadro desolante del territorio. Solo in questa fase potevamo opporci, in futuro potremo solo sperare in azioni penali da parte della magistratura ma i privati cittadini hanno una piccola finestra temporale in cui poter contare qualcosa, ovvero quei 60 giorni successivi alla pubblicazione della delibera, 60 giorni su 12 anni. Sul Bluewater siamo stati auditi con altre associazioni in Commissione Ambiente, ma finita la prima audizione, l’assise non è mai stata riaggiornata nonostante le promesse del presidente Piergiorgio Quarto, nessun contraddittorio, parlammo ad un gruppo di consiglieri regionali che prese semplicemente atto delle nostre rimostranze. Aliandro, consigliere della Val d’Agri non disse una parola, anzi si alzò ed andò via dopo aver sentito che l’ufficio Arpab di Viggiano secondo noi era una scatola vuota.

Quindi di sole spese legali abbiamo oltre 24mila euro, più 2500 euro di spese aggiuntive. CI SERVONO CONTRIBUTI PER RECUPERARE QUESTE SPESE, SONO FONDI CHE D’URGENZA ABBIAMO DOVUTO STORNARE DALLE ALTRE ATTIVITA’ dell’associazione, e che dobbiamo recuperare. L’iban è questo: IT69M0359901899050188530868 intestato a Cova Contro, causale “erogazione liberale TAR”. Tutti i nostri riferimenti bancari sono a questo link. Manderemo i preventivi ed i testi dei ricorsi completi a chi donando ne dovesse fare specifica richiesta, via mail (associazionecovacontro@gmail.com) o mezzo social. Qui riportiamo tutta la documentazione del primo ricorso TAR contro il Bluewater di Eni, l’unico procedimento dei tre, concluso.