moria pesci Pertusillo 9 maggio 2020 foto di Luciana Brandi

E ci risiamo. Ce lo aspettavamo, per questo motivo a maggio avevamo scritto sia all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie responsabile delle analisi microbiologiche, che all’omologo foggiano raccomandando a quest’ultimo la ricerca nelle carcasse di una gamma di contaminanti più ampia del solito. Nulla di questo è successo, con l’aggiunta che il Sindaco di Policoro rimane fermo sull’inutilità, secondo lui, di svolgere analisi terze ed incrociate a quelle pubbliche, per giunta in fase pandemica 1, sarebbe stato per noi anche difficile giustificare il prelievo delle carcasse stesse alla foce dell’Agri. Ma entriamo nel dettaglio.

https://www.facebook.com/covacontro/videos/538634100421533/?v=538634100421533

Innanzitutto da subito sono scarseggiate le foto della moria: in nessun rapporto c’è una conta delle carcasse men che meno il lavoro è stato esteso anche al fondale del corpo idrico. Riscontrata presenza nei pesci del batterio Aeromonas hydrophila, tossico per l’uomo, sulla cui presenza non esiste un parere come rimane ignoto il resto: l’IZS di Foggia non ha ricercato: diossine, PCB, idrocarburi e molto altro nei pesci, rilasciando referti senza indicazione alcuna della metodica di analisi e privi di ogni bollino di accreditamento. Le carcasse esaminate, come da tradizione ormai, sono giunte in laboratorio in avanzato stato di decomposizione e già oggetto di predatori. 

punti di prelievo Arpab

Pochissimi i parametri chimici ricercati dall’Istituto Zooprofilattico di Foggia: 4 metalli, 2 diserbanti e tre sommatorie ulteriori tra pesticidi, fosforo ed arsenico. Completamente ignorati tutti i contaminanti afferenti per esempio alla filiera petrolifera, già rinvenuti in passato su pesci vivi del Pertusillo, esami ufficialmente non ancora ripetuti ad oggi. 

Anche Arpab ha omesso un’ampio ventaglio di sostanze nelle acque, ignorando completamente l’analisi dei sedimenti e gli altri organismi acquatici bioaccumulatori. Scrive Achille Palma, dirigente Arpab a noi noto da tempo per le sue bizzarre analisi: “Si tratta, ad eccezione dell’MCPA riscontrato in concentrazioni pari a 0,034 ug/l nella stazione posta a monte e di 0,114 ug/l nella stazione alla foce del Fiume Agri, di fitofarmaci non normati la cui concentrazione rimane comunque sempre inferiore al valore di SQA-MA*. Tra le molecole non normate si segnala il ritrovamento del 2,4 D nel campione prelevato a monte in concentrazione di 0,16 ug/l rispetto a 0,1 ug/l che rappresenta il limite riportato nella colonna dello Standard di Qualità ambientale calcolato sulla media annuale (SQA-MA).” Arpab non ha tempo da perdere, ed omette di illustrare anche sinteticamente la tossicità dei pesticidi che ritrova, basta farsi una veloce ricerca su Google – “2,4D MCPA toxicity” e si apre un mondo.

Sul sito del Comune di Policoro sono disponibili le analisi complete di Arpab, la quale rinviene tracce del solito naftalene nell’acqua dell’Agri e cos’altro?

Cocktail di fitofarmaci nell’Agri. Pare che all’Arpab di Metaponto si possa ora ricercare un ampio ventaglio di fitofarmaci (grande sorpresa per noi, e viene da chiedersi da quando Arpab-Metaponto può ricercare oltre 150 pesticidi? Eravamo rimasti nel 2019 alla ricerca di soli 32 pesticidi ed allora perchè Arpab non ripete queste analisi sulle altri matrici, alimenti inclusi? Non dimentichiamoci che proprio il Salvagente il mese scorso nelle fragole lucane ha trovato pesanti residui di diversi pesticidi, alcuni anche vietati-ndr). Arpab nell’Agri ha ricercato circa 155 sostanze ma si potrebbe fare meglio, una multiresiduale completa ad oggi può comprendere 500 parametri quindi siamo ancora lontani da una tutela completa. L’elenco in sintesi delle positività:

  • Antiparassitari totali**** mg/l 0,408 – limite 1,00, senza contare i metaboliti;
  • 2.4-D
  • Acetamiprid 
  • Azoxistrobin 
  • Boscalid oltre soglia
  • Carbendazim 
  • Chlorantraniliprole 
  • Ciprodinil 
  • Dimetoato 
  • Dimetomorf 
  • Diuron 
  • Imidacloprid
  • MCPA
  • Metalaxil Methyl
  • Miclobutanil 
  • Penconazolo
  • Tebuconazolo
  • Terbuthyazine-2-hydroxy 
  • Thiacloprid.

Finalmente Arpab ha anche aggiornato i suoi riferimenti legislativi citando il D.Lgs. 13 ottobre 2015 n. 172, e così la conferma che cercando più sostanze le positività si trovano. Questo mix di metalli e pesticidi non dimentichiamo è stato misurato a maggio c.a. in un’area SIC, affianco alla riserva di Marinagri, bandiera blu 2019. Nonostante Arpab inizi ad applicare le più recenti norme ambientali ovviamente manca di osservarle del tutto, infatti hanno completamente ignorato l’analisi dei sedimenti fluviali. 

Manca il parere anche sui metalli. Arpab ha misurato alla foce Agri: alluminio a 559 mcg/l, boro a 300, ferro 617. Arpab omette l’analisi anche dei bioindicatori e quindi del bioaccumulo sulla fauna/flora acquatica locale. Alla luce di questi referti assistiamo alla solita odiosa chiusura: “…i dati ottenuti unitamente ai risultati degli esami eseguiti sulle carcasse dei pesci potranno chiarire le ragioni della moria che ha coinvolto questa specie (carpa).”

Non una parola sui tenori di ferro ed alluminio nelle acque o sulla loro origine. Non ricercati numerosi contaminanti come i tensioattivi, i fenoli, i fosfati, gli idrocarburi alifatici ed altre centinaia di pesticidi. Manca sempre una valutazione ecologica dei fiumi, del biota ed un piano di tutela ambientale della costa. Arpab continua ad essere sottodimensionata rispetto ai problemi, omissiva sui controlli perchè ancora troppo parziali e sporadici, omertosa perchè autrice sempre di pareri scarni e limitati, ed isolata perchè depotenziata dalla politica che la finanzia, nonchè cronicamente chiusa al confronto con i cittadini. Se la costa è bandiera blu allora l’unico vessillo per la credibilità dei monitoraggi ambientali è la bandiera nera.