Ad agosto il Coordinamento Nazionale No Triv chiede al MASE di accedere agli atti per capire cosa Eni avesse proposto in termine di variazione lavori per la Val d’Agri, notizia che parzialmente e telegraficamente era apparsa nel bollettino ministeriale precedente, dove si parlava dell’area cluster Sant’Elia 1 – Cerro Falcone 7. Questa la risposta del Ministero dell’Ambiente:

risposta irricevibile nel 2025, in barba ad ogni diritto alla conoscenza ed obbligo di trasparenza su un bene statale, quali gli idrocarburi, il MASE come sempre, prende le parti della compagnia petrolifera. Noi di Cova Contro però questo programma lavori lo abbiamo “captato nell’aria” ed in attesa di essere smentiti, dobbiamo divulgare quanto da noi carpito. Eni in Val d’Agri entro il 2034, per un investimento di oltre 500 meuro, vorrebbe:
- perforare 14 nuovi pozzi ( tra produttivi e di reiniezione)
- la reiniezione delle acque di strato dovrebbe passare tra nuovi pozzi e la conversione di qualcuno esistente
- nuove piazzole
- nuove condotte di collegamento alla rete di raccolta, fino al COVA, anch’esso oggetto di revamping
Continua la tracotanza di Eni: programma senza informare le comunità locali, dispone del sottosuolo statale come se fosse di sua proprietà e parla in scioltezza di reiniezione in un’area dove volutamente non si è studiata fino in fondo la sismologia indotta od innescata. E poi il dato madre da sempre nascosto: il giacimento che capacità produttiva ha? Per quanto tempo? Senza piano regionale di tutela dell’acqua, senza l’aggiornamento dello studio di Ispra sulla sismicità indotta, senza molti altri strumenti e controlli ancora mancanti si pensa davvero di tentare un nuovo azzardo? Alla faccia di tutti gli esperti fossili del finesettimana che parlavano di giacimento in esaurimento: Eni avrebbe mai speso tutti quei soldi in workover durati anche anni se non ci fosse stata la certezza di un ritorno economico?
Quanto e dove vuole reiniettare Eni? E con quali sicurezze sulla sismicità? Le sorgenti saranno mappate ed analizzate prima o dopo i nuovo azzardi? Il giacimento valligiano concretamente come è fatto? Le sacche dove sono distribuite? Le perforazioni orizzontali dove sono arrivate? Sarà la solita passeggiata superare i vari vincoli ambientali ed idrogeologici della zona?
Così come non sappiamo quante petrolio ci sia sotto, analogamente non sappiamo quanto si possa reiniettare sotto terra, e con quale pressione?
Adesso il Bluewater appare un tassello ancora più piccolo ma di un mosaico che si allarga e si inizia a completare.

