Se gli atti non vengono pubblicati come possono difendersi i cittadini? La Regione valuta davvero gli interessi dei cittadini oppure sono preminenti alcuni interessi privati? Ripercorro la vicenda biogas dal mio punto di vista di testimone diretto, riportando solo una parte di quello che ho visto:

  • il 30 dicembre 2024 alle ore 17.30 arriva al protocollo comunale l’autorizzazione regionale all’impianto biogas di Policoro. Tra un panettone ed un prosecco in Regione sembra che qualcuno avesse la fretta di approvare il tutto entro la fine dell’anno. GSE, banche, PNRR non so quali scadenze fossero così incombenti, e non approfondisco, ma in circa 7 mesi il biogas viene autorizzato, in barba a quegli agricoltori che hanno aspettato anche 20 anni per farsi autorizzare un capannone per l’ortofrutta;
  • il 16 gennaio 2025, perse già due settimane per eventuali ricorsi al TAR sui 60 giorni a disposizione, viene pubblicata online solo l’intestazione della determina autorizzativa, lunga 48 pagine. Quindi gli ipotetici ricorrenti avrebbero necessitato di altri 30 giorni per aspettare le carte del progetto, e siamo già a 45 giorni persi tra pubblicazioni farlocche ed accesso agli atti. Quindi ricapitolando il privato per il biogas ha avuto in 7 mesi tutto quello che serviva, ai cittadini restavano in soldoni 15 giorni per ricorrere al TAR. Questa è la qualità delle leggi, questa la trasparenza in Regione Basilicata;
  • intanto tra febbraio e marzo come Cova Contro maciniamo migliaia di chilometri per raccogliere i tasselli di questa vicenda, e riusciamo velocemente ad acquisire parte della documentazione che la regione non aveva pubblicato. In quei due mesi sensibilizziamo mezzo mondo, parliamo con i primi agricoltori interessati all’opposizione, parte la stretta collaborazione con gli enti preposti al ricorso, ed acquisiamo altri dati, alcuni dei quali li riportiamo qui per sostenere l’incontro di stasera.

I terreni interessati dal biogas appartengono ad una famiglia residente da tempo nell’area di via Ancona (Cozzo-Quinto):

  • molti residenti nella zona fino ad un paio di mesi fa non sapevano nulla di questo progetto, notiamo le strade assolutamente non idonee a quel tipo di progetto ed annesso traffico pesante, e poi riflettiamo sulle infrastrutture da realizzare, dal metanodotto ai servizi annessi, gli accordi da fare per il passaggio delle condotte e l’estirpazione delle piante, e forse anche altri servizi da modificare come le eventuali tubazioni idriche del consorzio intersecanti il tracciato. Da via Ancona si vede la Orogel, e subito viene in mente l’aspetto speculativo del progetto: perchè la Orogel non si progetta il suo impianto interno a biomassa? Idem gli allevatori di Scanzano sempre presenti agli incontri policoresi, i quali non possono realizzare questi impianti in quanto allevatori proprietari di stalle abusive in attesa di demolizione, privi di autorizzazioni sanitarie ed urbanistiche. Quindi l’idea è chiara da subito: esternalizzare il tutto, aprirsi alla possibilità, non vietabile per legge, della fornitura di biomasse anche da fuori regione, e chissà un domani smaltire il digestato nei terreni da acquistare dove coltivare a loro volta altra biomassa?

Intanto acquisisco anche alcune visure prima della delibera comunale del 26 marzo, documenti che ci permettono di riflettere su:

  • per la prima volta in vita mia leggo di un Sindaco che si oppone ad una scelta ambientale e politica, della Regione Basilicata, contro il parere di tutti i suoi dirigenti comunali. Ma la delibera va letta con attenzione, tutta, ed io mi astengo solo qui da alcuni giudizi per evitarmi la trentesima querela, ma quello che è riportato in quella delibera è grave, anzi ha implicazioni gravi che neanche l’opposizione ha voluto sollevare, i motivi? In molti non si schierano pubblicamente contro il biogas ma solo contro il Sindaco, perchè? Perchè in questi attacchi strumentali degli uffici non parlano mai? Per la prima volta in decenni leggo di un dirigente del comune di Policoro, fratello del proponente del progetto biogas, che si dichiara incompatibile nella delibera di opposizione al progetto: mi sento fortunato come policorese, nonostante tutto, solo dopo decenni esce fuori l’incompatibilità, tiro davvero un respiro di sollievo. Il Sindaco Bianco intanto viene criticato da un comitato d’affari, trasversale alla politica di destra e sinistra, come alla locale imprenditoria (molti imprenditori della fragola continuano a tacere-ndr), che il progetto lo vuole vedere realizzato e conferma ne sono i comunicati dell’opposizione consiliare che non criticano mai nè il progetto del biogas nè gli uffici (sembra adulati) ma la sola amministrazione. Peraltro pare che entrambi (proponenti ed opposizione) abbiano scritto al Prefetto perchè vogliono sollevare il rischio del danno erariale causato dal Sindaco e della giunta rei di essersi opposti al biogas. In questo clima velenoso, dove i cittadini di Policoro devono essere gli ultimi ad essere informati, l’alacre azione di pochi uomini liberi ha trovato numerose ed importanti falle nell’iter procedurale, falle che metteranno a nudo i veri responsabili della vicenda.
  • l’assetto societario del biogas chi annovera? Interessanti sono le visure camerali, che vedono fervide attività finanziarie sempre in via Toti 4 a Policoro, nuove centro mondiale della finanza green. Intanto il dirigente incompatibile del Comune di Policoro ha quote della ZORES srl, sede in via Toti 4 a Policoro, amministrata dal padre, e che dal 1986 si occupa di impianti ittici, i soci sono tutti membri della stessa famiglia, incluso il proponente del biogas. La società che propone il biogas, la Policoro Green Agricola, ha sede in via Toti 4 (anche se a febbraio di quest’anno sui citofoni non si leggeva nulla di tutto ciò-ndr) ed ha tra i soci la Beta Holding amministrata dall’Ing. Battiloro Alberto, progettista del biogas. La Beta Holding viene costituita a giugno del 2024 con sede a Chieri in Piemonte come società semplice con 10mila euro di capitale versato, sembra nascere poco dopo il deposito delle pratiche in regione. E’ una società semplice non commerciale che vuole gestire beni immobili per conseguire un utile, al suo interno 4 su 5 componenti si chiamano Battiloro. Alberto Battiloro è anche amministratore della EPF srl, costituita un paio di mesi prima della Beta Holding, che si occupa di consulenze e progettazione per il biogas ma anche di vendita di immobili, i soci sempre gli stessi della Beta Holding;
  • La Policoro Green Agricola invece nasce a febbraio 2024, e poco dopo propone in Regione di costruire un impianto a biogas dal valore di 15 milioni di euro ma con un capitale versato di 10mila euro, questo proprio per garantire gli eventuali danneggiati dal progetto! Che bella l’imprenditoria locale, grandi sognatori, grandi progetti senza soldi! Sotto l’ortogramma dei soci del biogas:
Policoro Società Green Agricola

quindi nel biogas abbiamo ex amministratori di centrosinistra (motivo per cui il progetto non ha opposizione nell’opposizione consiliare policorese?) presunte compagne di professionisti locali attivi nel settore agricolo e della trasformazione industriale dei prodotti, più i soliti noti.

la composizione della ZORES

Ora però il progetto del biogas ha attorno a sè il clima che merita: dubbi, paure, avversione e rabbia. Perchè quando si parla di ambiente occorre includere la tranquillità e la tutela degli investimenti di chi quei luoghi li vive da tempo. Vedremo se sarà così semplice il lavoro di collettamento alla rete SNAM, vedremo se un’opera tutta privata possa essere sempre e davvero di pubblico interesse, vedremo se tutti i pareri ed i diritti sono stati rispettati, intanto oggi vediamo che fine ha fatto il vicino impianto a biometano di Pisticci San Teodoro, inattivo da tempo pare, e che viaggiava sulle 25mila tonnellate annue. Inimmaginabile avere il quadruplo su Policoro, irricevibili sia gli atti firmati dall’Ing. Bruno della Regione che scambia i frutteti e gli ulivi o le fragole per seminativi, sia lo pseudo parere positivo del Consorzio di Bonifica:

Mi trovo oggi nella rara occasione di ringraziare pubblicamente un Sindaco, Enrico Bianco, che da subito ha accolto le nostre preoccupazione e quelle di decine di agricoltori e residenti. Mai visto un Sindaco fare una delibera con il parere contrario di tutti i dirigenti, ed esporsi ad un potenziale danno erariale per ristabilire il primato della Politica sul sottobosco della speculazione e delle consorterie. In una Regione che affonda alcuni uomini liberi, se diventano sindaci, possono fare la differenza, del resto la democrazia è questo, mediare i legittimi interessi nella trasparenza ed informando i territori, mentre a Potenza ormai sono abituati alla democratura, di pochissimi che decidono per tutti e non ammettono opposizioni o pensiero critico.

Il biogas credo e spero che non si farà più, per diverse ragioni, del resto non possiamo permettere che sempre le stesse famiglie dispongano del nostro territorio a loro piacimento, dopo averne già sfigurato intere porzioni con fallimenti che paghiamo e pagheremo noi come comunità. Policoro poteva essere altro se solo un pò di senso civico in più avesse albergato nei cuori degli imprenditori locali: questa è l’imprenditoria che ha menomato la nostra urbanistica, il nostro verde, la nostra costa ed anche la nostra politica. Chi investirà in un progetto così avversato? Perchè per legge non si impedisce ad srl con 10mila euro di capitale versato di depositare progetti da 15 milioni di euro? Perchè le fidejussioni si chiedono ad alcuni e non ad altri? Perchè i progetti non vengono pubblicati al momento del deposito? Non conosciamo neanche il piano finanziario del progetto, chi ci mette i soldi, chi garantisce, quali sono le previsioni di sostenibilità oppure se dietro l’angolo ci sia già l’intenzione di vendere il tutto a terzi: non è questo il tipo di imprenditoria speculativa di cui necessita Policoro, anzi questo è proprio il passato da chiudere

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.