sulla sinistra le vasche

Per oggi la Regione Basilicata, ad oltre un anno dall’ultimo tavolo, ha convocato il nuovo incontro della trasparenza, che noi abbiamo chiesto di rinviare a causa dei minimi tempi di preavviso e della concomitanza di altri eventi già organizzati.

Cosa avremmo detto al tavolo, in estrema sintesi lo riportiamo qui:

  • dopo quasi 9 anni non sono state ancora trovate le sorgenti contaminanti sia per le falde che per i suoli, e non crediamo più alla negligenza qui c’è la volontà di non indagare alcune aree della Trisaia;
  • apposti troppi vincoli di segretezza: a questo punto serve politicamente e giuridicamente capire se l’area debba diventare ufficialmente una servitù militare o meno, questo limbo gioca a favore di alcuni attori nascosti perchè l’area non si comprende bene a quali vincoli di segretezza sia sottoposta se in base alle aree, ai materiali custoditi o agli edifici;
  • serve ricorrere al TAR per rimuovere le informazioni coperte da segreto perchè danneggiano la conoscenza dell’area e quindi anche la ricostruzione ambientale degli impatti nonchè i fattori di rischio presenti e futuri;
  • quante fosse radioattive esistono davvero oltre la 7.1 e la 7.2, e se quest’ultima è stata inserita nel piano di bonifica;
  • cosa si intende per restituzione a prato verde? Il sottosuolo verrà bonificato fino a che profondità? La costruzione dell’impianto ICPF come si concilia col prato verde? L’ICPF quindi non ancora ultimato verrà demolito entro la fine dello smantellamento impianto?
  • perchè non è stato rispettato il piano comunicazione con le comunità locali relativo alla costruzione ed ai SAL dell’ICPF? Perchè nessuno ha escluso ufficialmente a priori che proprio i lavori di fondazione dell’ICPF possano aver scatenato la contaminazione di falda? I lavori non andavano sospesi causa contaminazione di falda?
  • perchè non vengono condivisi col pubblico i dati sul serbatoio w120, inclusi i report ispettivi sul medesimo?
  • perchè non sono state mai pubblicate le analisi svolte sulla perdita di liquido dal monolite della fosse 7.1?
  • quanto materiale NATO/Euratom è custodito nel perimetro Itrec e chi e come esclude rapporti con le contaminazioni riscontrate?
  • esiste un report sulle terre di scavo accumulate dal 2015 ad oggi? Che ne indichi origine, quantità, analisi, punto di accumulo, custodia e smaltimento?
  • dalle ortofoto emerge la distruzione di oltre il 50% dei siroi in meno di 35 anni, denotando una evidente ipotesi di reato, ovvero quella di distruzione di patrimonio archeologico, in merito i responsabili dell’area hanno esposto formale denuncia?
  • perchè sul portale REMO, Sogin non pubblica puntualmente i dati sulle acque sotterranee/emunte e depurate del sito?
  • dall’albo pretorio regionale emergerebbe una omonimia tra il cognome di un collaboratore dell’assessore regionale all’ambiente Cosimo Latronico, promotore del tavolo della trasparenza, ed il responsabile del sito Itrec. Si chiede se vi sia effettiva parentela, perchè se così fosse bisognerebbe valutare con urgenza eventuali implicazioni sulla ridotta terzietà dell’assessore rispetto alla tematica oggetto del tavolo, delibera allegata;
  • cosa è stato sequestrato esattamente dal NOE nell’estate del 2023? Perchè ed in che punto?

Come associazione esprimiamo profonda amarezza per come la giunta Bardi ha trattato la questione ITREC menomando la partecipazione popolare, il contraddittorio e l’accesso agli atti, ponendo Sogin in una posizione di forza rispetto alle prerogative delle comunità locali, e snobbando di fatto il lavoro delle associazioni locali. Merito invece al sindaco Palazzo, primo sindaco a darci piena fiducia e rispetto, ponendoci in una posizione di parità rispetto agli altri attori, considerazione e stima reciproci che hanno portato risultati concreti ai tavoli tecnici dove anche i dipendenti regionali del dipartimento competente hanno pienamente riconosciuto le nostre prescrizioni, assieme ad Arpab ed Enea in alcuni punti, mettendo Sogin in minoranza e spalle al muro. Dinamiche di cui parleremo più avanti nel dettaglio.