L’aria che si respira è quella di toghe lucane e difatti alcuni personaggi od aziende sono sempre le stesse, 15 anni dopo. Si parlava di Marinagri con De Magistris, si parla di Marinagri oggi perchè la gente che denuncia non ha alcun De Magistris a cui rivolgersi.

Fino al 2018 la quasi totalità delle querele che ho ricevuto si è chiusa con un’archiviazione immediata, nessun rinvio a giudizio eccetto un caso anomalo, gestito dal Tribunale di Napoli terminato con un tardivo proscioglimento. Quasi tutte le querele ricevute dal 2018 in poi sono per la maggior parte sfociate in rinvii a giudizio, una inversione di rotta strana, radicale, compatta e metodica. Prima si archiviava subito, oggi anche per un singhiozzo vado a giudizio. Fare informazione, attivismo, divulgazione con questo andazzo è pesante, ogni gesto sembra un azzardo, aspetto le sentenze con crescente timore. Col tempo sembra che la sete di verità di pochi diventi accanimento verso un contesto che ha scelto l’illegalità come regola di vita e se quello che Cova Contro fa è fastidioso per molti allora prima o poi la maggioranza sarà destinata a vincere. Usare i tribunali, l’uso intimidatorio della legge potrebbe essere una “via lecita” per silenziare un’avanguardia e non sarebbe la prima volta nella storia. Le istituzioni dicono di volere la collaborazione delle persone, i cittadini sentinella, eppure se fai bene la sentinella ti trovi sommerso di querele, finanche depositate per mere battute fondate su evidenti verità. Querelano i senatori perchè definiti “bugiardi e strumentalizzatori seriali”, querelano i direttori generali regionali in pensione perchè definiti rivoluzionari tardivi con i figli assunti in RAI, querelano i carabinieri perchè definiti ignoranti quando ti obbligano contro la tua volontà a non entrare in una strada pubblica perchè loro la reputano privata. Querela l’avvocato e politico che fa ricorso contro lo scioglimento per mafia del Comune di Scanzano, querela Marinagri, due volte, perchè pubblichiamo le analisi del loro depuratore. Però il rinvio a giudizio non arriva per chi inquina le cave, i fiumi, i cibi o fa ragionamenti social sulla altrui morte.

Temo che qualche toga mi abbia già condannato nei suoi piani, e questo dubbio si fa sempre più forte. Cova Contro denuncia pesanti problemi ambientali, attirando la gelosia e l’imbarazzo di diversi servitori dello Stato superati dalle nostre indagini, superati per negligenza in alcuni casi, in altri per connivenza con i salotti del potere che non pensavano esistesse ancora l’incorruttibilità in Basilicata. Eppure in tribunale ci andiamo noi, ci vado io come legale rappresentante, quasi mai come testimoni o persone informate sui fatti, ma esclusivamente come indagati.

Vista la posto in gioco non si può mollare, però continuare a difendere il territorio in questo contesto non è accettabile. Non capiamo da che lato stiano i tribunali locali e se il mio modo di scrivere e di affrontare i problemi non è cambiato negli anni allora perchè è cambiata la valutazione della magistratura nei miei confronti? Loro sbagliavano prima del 2018 ad archiviare subito o sbagliano ora a rinviarmi sempre a giudizio? Perchè dovrebbe esserci qualche toga disposta a condannarmi a tutti i costi?

Cova Contro è un problema perchè indaga bene, forse troppo bene, meglio di qualche magistrato che non vuole stressarsi troppo. Forse stravolgiamo i programmi di carriera di qualcuno? Causiamo fastidio a chi vuole una carriera tranquilla in Basilicata, tra barche, mare e ristoranti vip? Occhio ai posti di blocco mi ha detto uno stimabile imprenditore lucano, un altro mi ha redarguito dal non toccare gli investimenti calabresi nel territorio, tanti bei consigli o forse avvertimenti, ma per conservare un minimo di umanità non si può che vivere la vita da uomini.

Giorgio Santoriello

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.