I gruppi di surfisti che frequentano le spiagge di Tarragona, antica città della Catalogna dove ha sede il più grande complesso petrolchimico del sud dell’Europa, si imbattono facilmente nelle “lacrime di sirena”, delle minuscole biglie di plastica o pellets di plastica, composte da sostanze tossiche. Jordi Oliva, ingegnere e surfista di 29 anni, cofondatore dell’associazione ambientalista Good Karma Projects, ricorda come “da bambino giocavo con questi piccoli pezzi di plastica, pensavo che fossero un elemento della sabbia”.
Come è noto, si tratta invece di granuli industriali che vengono utilizzati come base per la produzione della quasi totalità degli articoli in plastica. “Questa volta gli industriali non possono scaricare la colpa sui consumatori”, commenta Xavi Curto, dell’ONG Surfrider, che sostiene l’azione di Good Karma Projects mediante la sua attività internazionale di difesa dell’ecosistema marino.
La spiaggia La Pineda, stazione balneare vicino Tarragona, è diventata un simbolo internazionale di questa forma di inquinamento, ma tutte le coste limitrofe ne sono colpite. L’immenso complesso petrolchimico di Tarragona arriva a produrre 2 milioni di tonnellate di piccole biglie di plastica ogni anno, circa il 60% della produzione nazionale. Purtroppo per le spiagge e il mare di Tarragona, di forme di inquinamento ce ne sono ben altre; noi di Cova Contro le abbiamo individuate e ve ne forniamo le prove.
Nel caso della Spagna, gli impianti petroliferi si concentrano di fronte alla costa di Tarragona, nei campi Casablanca, Rodaballo Angula e Montanazo D. Mentre le concessioni di impianti esistenti di gas naturale si trovano principalmente nel golfo di Cadice e di fronte a capo Matxitxako. Cova Contro all’interno del progetto europeo ERICA sta cercando di implementare queste nuove tecnologie applicandole alla citizen science.
Per la presenza di metano nella colonna d’aria in mare, abbiamo consultato i dati del satellite della costellazione Copernicus Sentinel-5P. Dall’analisi di essi, dal 2018 ad agosto 2025, è emerso che, in alcune occasioni le emissioni di metano corrispondevano ai campi Casablanca. L’immagine che segue ne rappresenta i valori registrati il 29 giugno 2018.

Anche per la presenza di sversamenti di petrolio registrati all’interno dei campi Casablanca e al Porto della Città di Tarragona, le immagini che seguono ne rappresentano le entità.

Sversamento di petrolio all’interno dei campi petroliferi Casablanca

Sversamento di petrolio nelle acque antistanti il Porto di Tarragona


La presenza di emissioni di gas flaring all’interno del sito industriale della Repsol, è di seguito documentata mediante Copernicus ma con appositi investimenti si potrebbe raggiungere un dettaglio superiore con la direzione di dispersione delle emissioni e l’identificazione precisa delle sorgenti, datandone attività e grandezza del plume:

La ricerca ed il monitoraggio delle varie forme di inquinamento è possibile e qui abbiamo fornito solo una anticipazione parziale, per la quale potremmo misurare estensioni e persistenza per esempio. Con appositi investimenti potremmo estendere la ricerca di quello che gli altri “non vedono o non possono, o non vogliono vedere“. Il 3 aprile 2025 abbiamo mandato la prima mail alla Generalitat de Catalunya, ad oggi senza ricevere alcuna riposta circa la nostra proposta di monitorare insieme gli spills e le emissioni aeree da satellite nella zona in questione.
