Val Basento

L’Associazione Cova Contro non può esimersi dal palesare il proprio punto di vista su ciò che sta accadendo a Pisticci, e nonostante il nostro supporto all’amministrazione Verri ed i tempi assolutamente precoci per un bilancio politico, ci sentiamo altresì obbligati per onestà intellettuale ad esercitare un diritto di critica, costruttiva, ma oggettiva e puntuale.

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l’ex-Anic vista dalla Basentana ( luglio 2016 )
  • Non abbiamo mai compreso i motivi per cui Pisticci abbia congiuntamente a Policoro, criticato i dati raccolti da Goletta Verde la scorsa estate; dinanzi all’inquinamento palese di alcuni punti del litorale metapontino, continuare a negare gli impatti schierandosi al fianco di altri amministratori pittelliani a fasi alterne ed ambientalisti fai da te, ci è sembrata una nota stonata;
  • non capiamo la fedele sovrapponibilità tra il deliberato su Tecnoparco del Comune di Craco e quello del Comune di Pisticci: sono pressocchè identici i deliberati: stessi limiti, omissioni, visione, e stesse contraddizioni nonostante i problemi ambientali conclamati li abbia Pisticci e non Craco; ma l’amministrazione pisticcese sa che la Craco Ricerche srl ( società partecipata del Comune di Craco ) è partner di Tecnoparco che ne detiene circa l’8% della proprietà?. Quindi i conti non ci tornano – perchè sono state ignorate ad oggi le nostre osservazioni ed i nostri ripetuti suggerimenti inviati anche al Comune di Pisticci nonostante la nostra esperienza acquisita sul campo dal nostro gruppo di lavoro (Associazione Cova Contro)? Siamo scomodi o impreparati? Come mai questo asse tra Craco e Pisticci? L’amministrazione pisticcese sa dei conflitti d’interesse rappresentati dalla Craco Ricerche srl in affari con Tecnoparco e con la ex-Agrobios?
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ricognizione luglio 2016 – scarico tecnoparco di Pisticci
  • perchè nella delibera pur accennando al principio di precauzione non si accenna mai alla chiusura/sospensione delle attività di Tecnoparco ma ci si incentra soprattutto sulla partecipazione dei comuni nel consorzio industriale: ma ci si vuole occupare di economia o di ambiente, qual è la priorità vera per Pisticci? Perchè si minaccia la chiusura di Tecnoparco solo mezzo stampa e non la si esegue vista la premessa già nota al Comune di Pisticci?
  • a fronte degli sforamenti per i solventi aromatici recentemente rilevati da Arpab ( e non pubblicati dal Comune di Pisticci al momento della notifica) e già contestati da Somma, il quale inizia a sbandierare l’accreditamento delle analisi di Tecnoparco a fronte del non-accreditamento di quelli Arpab ( prima o poi sarebbe successo e noi lo denunciamo da anni ) – l’amministrazione di Pisticci da quale parte si schiererà nel momento in cui la consorte di un parlamentare grillino lucano vicino all’amministrazione Verri si troverà sul fronte opposto a quello degli interessi pubblici? Vogliamo offrire a Di Trani un goal a porta vuota?
  • perchè l’amministrazione di Pisticci non applica a Tecnoparco la stessa ordinanza emessa per la discarica di la Recisa?
  • perchè nessuno a Pisticci ha speso una parola per deprecare la vergognosa strumentalizzazione dei disabili che tramite l’Aias di Melfi si sono recati sulla Pista Mattei per sponsorizzare il turismo religioso: ma l’amministrazione di Pisticci per i rifiuti industriali ed i bidoni interrati sotto l’area della Pista Mattei cosa vuole fare? Secondo loro si può fare un’aviosuperificie affianco ad un SIN ed affianco a tecnoparco: è salubre per i fruitori? L’Aias di Melfi sapeva in che tipo di area portava i suoi ragazzi?

 

  • perchè si parla prima di danno ambientale e sanitario e dopo si chiede da un lato il ritorno di Tecnoparco alla mission originaria e dopo lo smaltimento dei soli rifiuti materani/basentani: ma a Pisticci sanno che in Basilicata siamo esperti nel modificare non solo i CER ma anche i MUD dei rifiuti, quindi la residenza dei rifiuti medesimi e quindi anche rifiuti extra-regionali potrebbero comunque diventare materani nel giro di ore/giorni come documentato nelle inchieste di Andrea Spartaco?
  • perchè non proporre di usare i lavoratori di Tecnoparco per le bonifiche del sin fino a quando l’impianto rimane in fermo? Anzi perchè l’amministrazione di Pisticci non coinvolge in un tavolo pubblico le associazioni e le persone che da quasi un decennio studiano la val Basento e dintorni? E perchè non si propone all’ANCI Basilicata di adottare totale trasparenza in materia e non si pubblicano i nomi degli amministratori locali che hanno parenti ed affini entro il primi grado coinvolti nel settore energetico-ambientale?
  • abbiamo chiesto già da tempo di sospendere la bandiera verde a Marina di Pisticci, perchè coerenza vuole che prima di sponsorizzare un luogo per la sua salubrità bisogna analizzarlo per bene e speriamo si faccia.
attività di pascolo a ridosso del Basento vicino la Pista Mattei - luglio 2016
attività di pascolo a ridosso del Basento vicino la Pista Mattei – luglio 2016

Strana l’amministrazione di Pisticci: riceve da mesi, dalla nostra associazione: disponibilità, foto, informazioni, osservazioni, proposte, denunce ed in cambio riceviamo il silenzio da un lato e l’indifferenza dall’altro. Su Tecnoparco sono ben altre e tante le azioni da fare, e noi rinnoviamo la nostra disponibilità alla giunta Verri, giunta che abbiamo sostenuto da prima dell’insediamento, però su Tecnoparco come sulla Val Basento serve vera partecipazione e meritocrazia, perchè Pisticci è nevralgica per numerose questioni ed il Movimento 5 Stelle non può permettersi passi falsi quindi prima di parlare bisogna sgomberare il campo dai conflitti d’interesse e dopo spazio a chi i fenomeni li segue e li studia da anni. Il Comune di Pisticci ha tutti i mezzi per chiedere la revoca/sospensione dell’aia di Tecnoparco e ordinarne il fermo impianti fino a quando tutte le prescrizioni di legge non saranno rispettate: lo scrivono, lo sanno ma ancora non lo fanno.

Fino a quando l’Arpab non sarà in grado di vigilare su tutte le prescrizioni AIA, fino a quando l’AIA non sarà modificata a vantaggio delle comunità locali, fino a quando non saranno imparzialmente e dettagliatamente censiti tutti gli impatti ambientali e sanitari della zona, Tecnoparco deve fermare tutta l’attività e se la Regione non fosse d’accordo, un’amministrazione realmente “diversa” dal passato, dovrebbe prepararsi anche a mobilitazioni di massa e permamenti.

firmato – Associazione Cova Contro

le quote societarie della Craco Ricerche srl
le quote societarie della Craco Ricerche srl

 

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.