i tubi che dalla Recisa vanno verso l'esterno del corpo discarica

Nel mese di luglio abbiamo svolto un sopralluogo, i cui risultati sono già stati inviati alle autorità competenti, attorno alla discarica Ecobas di Pisticci, non lontano dal centro oli di Pozzitello e dalla discarica di la Recisa. Della Ecobas ne ha già parlato Andrea Spartaco in precedenti inchieste: dai rifiuti radioattivi provenienti dalla Cemerad di Statte ai fanghi industriali pugliesi per finire il tutto con la perdita dei registri di carico – scarico dei rifiuti.

Abbiamo percorso il perimetro sia della vecchia discarica che in parte di quella nuova e lo scenario è allarmante: frane, dissesti vari, pozzi di metano/petrolio nei pressi e scarichi fuori perimetro. La prima cosa che ha attirato la nostra attenzione è la profondità della forra che lambisce la Ecobas, in alcuni punti superiore ai 15 metri di profondità con un ruscello ( forse?!) sul fondo ed evidenti segni di passaggi di mezzi pesanti che sembrano aver messo a giorno una tubazione metallica posta sul fondo della forra in apparente collegamento tra il pozzo Pisticci 2 e il corpo discarica.

Proseguendo lungo il perimetro, sul lato opposto alla strada principale, abbiamo notato ogni genere di scarico posto al di fuori del perimetro discarica ma chiaramente derivante dalla stessa: tubi in cemento, in metallo e in gomma, il tutto accompagnato da un fortissimo olezzo di zolfo, olezzo che nel medesimo giorno non avvertivamo invece dalla strada e che ci ha costretti a chiedere subito l’intervento delle autorità.

 

Le depressioni che circondano la Ecobas sembrano alvei di scarico, di cosa non lo sappiamo ancora. Se è vero che la vera sfida di una discarica è la sua gestione post-vita a ridosso della Ecobas pare che vita non ce ne sia più.

Di vita, soprattutto di avifauna ne abbiamo vista in abbondanza sulla discarica della Recisa, anch’essa circondata da tubi di ignota destinazione e da piezometri dei quali non conosciamo alcun dato. Aspettiamo anche dal Dipartimento Ambiente della Regione risposte in merito sia alla selva di tubi che dalle due discariche si diramano oltre le recinzioni, sia sulla totale mancanza di dati di falda disponibili per entrambe.

 

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.