Il 18 aprile 2017, in pieno fermento per la perdita di greggio del COVA, la Regione Puglia con la delibera n.567 mette nero su bianco le sue paure, in realtà trattate come certezze, e parla oltre che del rischio biologico ( eutrofizzazione ) anche di quello industriale, colpa riportata: i 25 pozzi petroliferi presenti nella zona. La Regione Puglia riporta con estrema precisione nella delibera sotto allegata, tutti i contaminanti rinvenuti in questi anni nel Pertusillo, e li accredita come contaminanti certamente presenti ed addirittura “mai direttamente indagati” nelle acque potabili fornite al Salento e ad altre zone pugliesi, accendendo la luce sui possibili effetti sulla catena alimentare.

Spartifave – Grumento – Pertusillo

Quindi la Puglia stanzia 1 milione di euro per indagare approfonditamente gli invasi del Locone e del Pertusillo, in collaborazione con: ISS, IZSPB, Policlinico di Bari ed Università di Bari. Nel piano operativo sono previsti l’uso: di droni, immagini satellitari, oltre all’analisi di tessuti animali e vegetali, e nell’acqua di rete oltre che negli alimenti pugliesi, saranno ricercate più sostanze, inclusi i radioisotopi.

Le analisi per la salvaguardia della salute pubblica, si svolgeranno in 13 mesi ma non chiari sono i tempi e le modalità di pubblicazione dei dati raccolti. Sulla carta questo, nelle realtà chissà quali pressioni saranno esercitate per sfiancare anche questo tentativo. Noi di Cova Contro invieremo alla Regione Puglia alcuni suggerimenti tecnici volti alla ricerca di inquinanti non annoverati in delibera.

Giorgio Santoriello

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.