Cesarina Ferruzzi - fonte cristianitoday.it

Nei mesi scorsi la Sig.ra Cesarina Ferruzzi, celebre tra gli addetti ai lavori di indagini ambientali e traffici di rifiuti, ci ha scritto più volte per chiedere di essere “dimenticata” ed il nostro articolo su di Lei, de-indicizzato, praticamente non dovremmo pubblicare il suo nome, richiesta che sarebbe da girare ai motori di ricerca più che ai siti medesimi. Di seguito la richiesta:

Cesarina Ferruzzi – fonte cristianitoday.it

Gent.mo Direttore,

nel rispetto del diritto di cronaca, sto a richiederVi la rimozione dei link sottostanti. Con tale lettera vorrei esercitare quanto è in mio possesso fare, e cioè avvalermi delle leggi a disposizione, il cosiddetto “diritto all’oblio” che mi tutela nel richiedere alle diverse testate giornalistiche la deindicizzazione dell’URL facente riferimento alla mia persona, giacchè è trascorso un certo periodo dall’accaduto in questione.

E’ lo stesso Garante che con il provvedimento «Archivi storici online dei quotidiani e reperibilità dei dati dell’interessato mediante motori di ricerca esterni» dell’ 8 Aprile 2009 ha considerato fondato l’esercizio del diritto di opposizione al trattamento per motivi legittimi.

 Il Garante ha ritenuto in quel provvedimento, recante principi di carattere generale, che «tali motivi di opposizione appaiono meritevoli di specifica tutela, tenuto conto delle peculiarità del funzionamento della rete Internet che possono comportare la diffusione di un gran numero di dati personali riferiti a un medesimo interessato e relativi a vicende anche risalenti nel tempo – e dalle quali gli interessati stessi hanno cercato di allontanarsi, intraprendendo nuovi percorsi di vita personale e sociale – che però, per mezzo della rappresentazione istantanea e cumulativa derivante dai risultati delle ricerche operate mediante i motori di ricerca, rischiano di riverberare comunque per un tempo indeterminato i propri effetti sugli interessati come se fossero sempre attuali.
In conclusione, vi richiedo, rileggendo tali parole con la massima gentilezza, la deindicizzazione dell’articolo.

Ecco i link:

  1. http://analizebasilicata. altervista.org/blog/la- signora-dei-rifiuti-cesarina- ferruzzi-dalla-cifo-alla- montedison-passando-per-la- jolly-rosso-ed-il-suo-carico- di-fusti-tossici/

E’ possibile quindi esercitare i diritti di cui all’art. 7 del Codice Privacy (D.Lgs. 30/06/2003 n. 196) Diritto all’oblio, Sentenza Corte di giustizia europea (C131/12,13maggio 2004)

Cordiali saluti 

Cesarina Ferruzzi “

Sono onestamente basito dalla richiesta, peraltro ancora infondata per l’ordinamento italiano, ove una persona presente in decine di atti parlamentari, articoli di giornale, video ed atti giudiziari chieda anche ad un sito informativo ( infatti non siamo nè mai saremo una testata giornalistica ) di cancellare l’articolo a lei riferito. Per me Cesarina Ferruzzi è un pezzo di storia ambientale, in particolare per le conoscenze che ha/aveva del traffico di rifiuti in Italia e nel Mediterraneo, una fonte primaria di studio; è come se Roberto Baggio chiedesse di essere cancellato dalla memoria sportiva, o come se Totò Riina chiedesse di non essere più citato quando si parla di mafia. Va bene l’oblio ma subordinato sempre alla storia ed al diritto di cronaca! A questo punto chiunque potrebbe chiedere di svuotare e riscrivere la storia sulla base delle proprie esigenze, come forse nel caso della Ferruzzi che stranamente durante la sua splendida terza età chiede un pò tardivamente di essere dimenticata per fatti che tutto sommato sono ancora attualissimi e non ancora debitamente investigati? Siamo felici se la Ferruzzi adesso voglia darsi alla green economy ( Ambienthesis e Green Holding ), ma il suo passato e le sue preziose testimonianze sono un’altra storia che tutti hanno il diritto di sapere e ricordare.

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.