Due anni fa segnalammo a nome della onlus Cova Contro lo strano ritardo della sempre avanzata Provincia di Bolzano: dal 2006 non veniva pubblicata l’anagrafe dei siti ufficialmente inquinati ricadenti nel territorio provinciale. Una carenza strana, vista la ristrettezza degli spazi preposti all’edificabilità o alla riqulificazione nonchè la ricchezza di acque sotterranee nelle stesse aree interessate dall’antropizzazione. All’epoca gli uffici provinciali mandarono via mail una bozza dell’anagrafe assolutamente incompleta, mancavano i dettagli su inquinanti riscontrati o caratterizzazione delle scorie rinvenute nei tanti cantieri in opera negli ultimi 10 anni, eppure neanche quella bozza è stata pubblicata.

Si ricorda che la legge impone dal 2006 la creazione dell’anagrafe, anzi ancora prima il DM 471 del 1999 la prevedeva, e a questo punto viene da pensar male. L’anagrafe serve a chiunque, cittadini, ricercatori o investitori per capire in che condizioni ambientali versa una determinata area, magari anche per valutare indirettamente l’esposizione ambientale di un lotto ufficialmente salubre ma collocato a ridosso di uno invece ufficialmente inquinato ma come si può valutare lo stato ambientale di un suolo se l’ente pubblico non divulga neanche l’elenco di quelli ufficialmente bonificati o in corso di bonifica ambientale?

Lo spunto per segnalare questa grave inadempienza è stato offerto dalla bonifica in corso in via Macello a Bolzano, nell’area dell’ex deposito carburanti ferroviario (Petrolvilla Group poi Eni Syndial): un’opera imponente per questo contesto, ove durante i lavori sono stati rinvenuti anche manufatti in amianto (quest’ultimo sembra presente anche su alcuni edifici attigui al cantiere, impressione ricavata dalla riprese aeree).

Bene se ci fosse stata una anagrafe pubblico, la cittadinanza sarebbe stata informata su questi lavori: quali contaminanti c’erano, quanti e dove? Quanto amianto? Quante analisi sono state fatte e con quali risultati? Come l’APPA controlla la bontà dei lavori? Quanti rifiuti ha prodotto la bonifica e di che tipo? Dove sono stati smaltiti? La Provincia non solo non ha un’anagrafe ma non possiede neanche un’apposita pagina web ove raccogliere i dati sulle principali bonifiche ambientali già chiuse, dall’area ex Alumix all’Eco Center, la provincia non pubblica neanche i verbali delle conferenze di servizi o i progetti di bonifica e neanche uno straccio di analisi ambientali magari di avvenuto collaudo e convalida della bonifica stessa!

Cova Contro Alto Adige vigilierà su questo problema come su altri, ma per proseguire la propria opera ha bisogno del vostro supporto.

Giorgio Santoriello

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.