Il sindaco 5 stelle di Pisticci ed il premier Conte - settembre 2021

Grazie all’Avv. Giandomenico Di Pisa per averci fornito copia della perizia di parte civile inglobata nel processo Petrolgate e redatta dal Prof. Fracassi, chimico ed accademico barese che ben conosce la Basilicata avendo fatto il CTU in svariati procedimenti, dal Pertusillo alla sorgente dell’Abete. Ne riportiamo qui alcuni passaggi significativi intervallati da qualche nostra osservazione:

Il periodo esaminato per alcune dinamiche è il 2007 – 09 per i rifiuti trattati, per il il resto si riferisce al periodo 1 gennaio 2010 – 30 giugno 2012.

Perchè se Tecnoparco è per il 40% pubblica, la Regione o il Consorzio industriale di Matera, guidato quest’ultimo da un pisticcese, non pubblicano l’elenco dei reagenti acquistati?

più volte il perito sottolinea che non c’è stato abbastanza tempo per studiare a fondo diversi aspetti dell’impianto in raffronto soprattutto al regime AIA, quindi la concordanza con le autorizzazioni regionali;

Fracassi solleva tra le varie eccezioni se l’AIA di Tecnoparco sia stata rilasciata tenendo conto anche dei pareri ministeriali visto che sorge nel SIN Val Basento ma soprattutto mancherebbe un parere di idoneità del Basento stesso come corpo recettore dello scarico;

nella perizia compare anche il ciclo di funzionamento di Tecnoparco, schema mai pubblicato dalla Regione

durante il sopralluogo emerge che l’impianto di trattamento Fenton, previsto da AIA per alcuni reflui molto inquinanti, non era in funzione, era scollegato;

Tecnoparco usarebbe diversi tipi di reagenti e batteri per il trattamento dei vari tipi di rifiuti, uno schema che nel dettaglio la Regione non ha mai spiegato e documentato nel dettaglio; idem il Comune di Pisticci non si è mai battuto per massima trasparenza e vera tutela ambientale in questa vicenda;

Fracassi critica la scarsa frequenza dei controlli ambientali Arpab sia allo scarico che nel fiume Basento, contestandone non solo la frequenza e la credibilità dei prelievi ma anche le modalità di campionamento, mentre tesse le lodi al laboratorio del controllato che come al solito è meglio attrezzato del controllore;

Fracassi solleva forti perplessità sul rispetto delle norme ambientali circa l’idoneità del Basento nel sopportare gli scarichi in continuo dell’azienda;
Il vecchio trucco della diluizione, il Prof. Fracassi lo evidenzia esplicitamente;
Per il perito non tutte le prescrizioni AIA sarebbero rispettate, alcune come quelle per il Fenton (impianto per il trattamento dei rifiuti molto inquinanti) sarebbero violate dall’inizio;
ovviamente per testimoniare gli avvenuti trattamenti nel tempo serve una contabilità dei reagenti che al consulente appare lacunosa, sottolineando che senza reagenti gli impianti di depurazione non sono attivi e quindi in violazione alle prescrizioni AIA;
secondo il perito alcune fasi di trattamento imposte per legge sarebbero invece diventate a discrezione dell’azienda;
Fracassi riapre una ferita aperta ovvero la corretta classificazione in origine del rifiuto, problema rientrato nel Petrolgate ma che ad oggi non trova ancora soluzione perchè manca un registro pubblico di tracciamento dei flussi di rifiuti con una credibile classificazione degli stessi, insomma cosa trasporta davvero ogni camion non secondo solo il produttore o lo smaltitore ma nella realtà. Arpab ad oggi avrebbe verificato forse a sorpresa, solo un paio di cisterne in 20 anni e ci piacerebbe essere smentiti carte alla mano.
Fracassi attacca pesantemente Arpab, evidenziando soprattutto l’arbitrarietà di controlli svolti dentro e non solo fuori Tecnoparco in barba ad ogni normativa;
per Fracassi il Basento presenterebbe già, almeno parzialmente, evidenti danni dalla sua non idoneità al ricevimento dello scarico;
Fracassi evidenzia anche tutte quelle promesse fatte tra il 2013 ed il 2016, durante la stagione dei miasmi e del clamore mediatico sul processo Petrolgate, e mai mantenute: mancano i contatori di portata di ingresso ed uscita, il campionatore automatico allo scarico, la compatibilità ecologica del Basento, etc etc
ogni candidato sindaco pisticcese, oltre ad Arpab e Regione, dovrebbero usare come Bibbia questa perizia e soprattutto i punti finali che equivalgono ad un “programma di legalizzazione” del processo;

Lungi da noi interferire nelle elezioni pisticcesi ma la nostra associazione studia e giudica la realtà politica ed ambientale di Pisticci da lustri senza sconti a nessuno, basta andare a cercare a ritroso nel nostro sito e verificare quanto poi si sia puntualmente verificato. Nei 5 anni di amministrazione Verri in realtà Tecnoparco ha continuato nell’autogoverno nel silenzio di tutta la presunta opposizione consiliare ed extra, al netto del Movimento Tutela Val Basento, nessuno si è mai permesso anche solo di riprendere sui social i dati preoccupanti delle centraline aria di Arpab, funzionanti ad intermittenza, che a Pisticci Scalo registrano da tempo continui sforamenti per COV, benzene, co, idrocarburi non metanici, ozono etc . Degli attuali candidati nessuno ha pubblicamente emesso fiato, dentro e fuori dal consiglio. In questi 5 anni nessun consigliere di opposizione si è permesso di fare sue le nostre analisi, mentre la giunta 5 stelle nominava all’ambiente personaggi in conflitto di interesse e chiaramente schierati con Confindustria, la Verri ha taciuto sulle AIA scadute, non ha mai convocato la pubblica inchiesta su Tecnoparco, silenzio sulla ECOBAS come sulle altre aree pozzi (sotto Bardi in pochi giorni si sarebbero chiuse le bonifiche di diverse aree pozzi pisticessi), e mai ricevuto un dato ambientale tra quelli richiesti via pec, nè su Tecnoparco, nè sul centro oli di Serra Pizzuta, quest’ultimo da tempo avrebbe interrotto le attività senza che si conosca la storia ambientale del centro oli lucano più antico. Gli uffici comunali non hanno mai evaso una sola richiesta di accesso agli atti mandata via pec da Cova Contro (ripetute omissioni d’atto d’ufficio) alla faccia della casa di vetro promessa dalla Verri 5 anni fa in giro per i quartieri pisticcesi. Il silenzio dei calanchi è caduto su tutte le questioni ambientali principali, la Verri ha avuto fiato solo per minacciarci e l’opposizione ha dimostrato che il partito di maggioranza si chiama Tecnoparco -Somma-Iula-Eni. I candidati di oggi faranno ancora finta di niente pensando che la loro omertà sia sostenibile? Cari candidati, già amministratori, i monitoraggi promessi nel 2013 sulla catena alimentare che fine hanno fatto? Quale credibilità avete quando parlate di prevenzione e Covid 19 ma continuate a far finta di nulla sugli impatti sanitari dell’inquinamento fuori controllo?