la disposizione delle barriere soffolte a Metaponto - fonte onte-Bernaldametapontonews

Nel luglio 2016 abbiamo girato delle immagini subacquee a ridosso delle barriere soffolte poste dinanzi il margine destro del lungomare di Metaponto, con l’action-cam siamo scesi a circa 1,30 mt sotto il livello dell’acqua visto che la giornata permetteva una buona visibilità anche a distanza. Purtroppo per diversi problemi tecnici non abbiamo potuto caricare su Youtube le immagini originali in HD.

Ciò che colpisce sono a nostro avviso:

  • la variante progettuale adoperata dal Commissariato al Dissesto Idrogeologicoconvertendo l’iniziale idea di utilizzo di ecopod in cemento con dei massi – questi ultimi come ripreso nel nostro video, sono anche di piccole dimensioni ed infatti l’asse ed il corpo centrale di alcune barriere è stato stravolto o pesantemente modificato dalle mareggiate;
la disposizione delle barriere soffolte a Metaponto - fonte onte-Bernaldametapontonews
la disposizione delle barriere soffolte a Metaponto – fonte Bernaldametapontonews
  • non comprendiamo questa scelta, che rischia alla fine di: o dover aumentare la manutenzione ed i relativi costi, non bloccando uniformemente l’azione delle correnti marine con risultati ad oggi evidenti sia a ridosso delle barriere che sulla spiaggia, come risulta anche dall’allegato servizio del TG3 Basilicata montato in coda alle nostre riprese e risalente ad un anno fa, constatando di fatto che  l’erosione è un fenomeno ancora attivo sulla spiaggia di Metaponto;
  • non capiamo il motivo dell’utilizzo di diverse tipologie di roccia, la modellistica dell’evoluzione del fenomeno di insabbiamento e sconvolgimento dell’asse e del corpo delle barriere stesse, e la loro utilità a fronte del piccolo spazio di spiaggia protetto e delle forze laterali attive alle barriere medesime.
la gru di carico per i massi costituenti le barriere - fonte Emmenews
la gru di carico per i massi costituenti le barriere – fonte Emmenews

Dalle immagini vedrete come le barriere siano in realtà già ridotte a cumuli informi e sparsi, ammassi di materiale di scavo che sembrano barricate arrangiate più che barriere in termini ingegneristici. L’economicità e gli impatti di questo progetto sono ancora tutti da dimostrare, come la bontà dei lavori svolti.

 

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.