Ricordate la supercazzola del direttore Ramunno di poche settimane fa? La riportiamo di seguito:

Ramunno, come sempre, rassicura a prescindere prima che siano pronte analisi o relazioni tecniche, lo ha già fatto decine di volte, parla a vanvera e senza contraddittorio, senza mai mostrare uno straccio di analisi a supporto delle sue chiacchiere da bar.

Premesso che ignoriamo come sia possibile che i sedimenti nell’alveo colorino da anni l’acqua dello scarico, più che sedimenti dovrebbero essere sostanze che colorano l’acqua in quel modo, sedimenti attivi quindi non inerti, ed il caso sarebbe il primo noto in Italia, visto che mai abbiamo letto di sedimenti che colorano uno scarico di reflui, ma semmai il colore deriva dalle sostanze disciolte in acqua e che in seguito sì, si possono depositare, ma basta vedere i video dei nostri prelievi per accorgersi che il colore è dell’acqua nel punto di scarico, prima che entri a contatto con eventuali sedimenti.

Oltre al colore dell’acqua allo scarico, le nostre immagini dimostrano come il rosso sia evidente già nella vasca di accumulo all’interno dell’impianto e prima dello scarico e quindi i sedimenti coloranti starebbero già in vasca? Poco plausibile anche questa. E poi in siccità il Basento cambia il suo colore per chilometri di distanza dallo scarico e quindi cosa c’entrano i sedimenti nell’alveo del canale di scarico? E quando il Basento è in piena e risale l’alveo di scarico come mai il colore rosso sparisce e si vede qualcosa solo nel punto di immediato rilascio dello scarico?

la vasca il 4 luglio è già rossa prima dello scarico
lo scarico il 4 luglio pieno di schiuma compatta, per ignote ragioni
la vasca reflui l’8 luglio presenta già un colore anomalo
la vasca l’11 luglio ha già un colore anomalo prima dello scarico

Ramunno quindi non sa cosa dice, il suo compito è che ci deve tranquillizzare non deve scovare gli inquinatori, questa Arpab lavora per sè e per la giunta non per il territorio o l’ambiente, penso sia palese a tutti ormai. Ramunno si occupa di promozione turistica, selfie, gite e convegni, infatti su Tecnoparco si è attivato dopo le nostre immagini e le numerose visualizzazioni da esse ottenute. Perchè non va Arpab a fotografare lo scarico? Perchè non installano i campionatori automatici? I controlli sui camion e sulle portate? Il controllo sui reagenti acquistati da Tecnoparco? Tutte le violazioni all’AIA che fine hanno fatto? Tutto insabbiato come sempre, ma noi di Cova Contro non molliamo, la legalità deve essere ripristinata.

In tal senso ricusiamo anche lo sterile “pizzinno” di Tecnoparco che di tecnico ed esaustivo non ha nulla, anzi contiene un grande errore tra diverse omissioni: il colore non è vero che rientra nei parametri, proprio il colore è la prima grande anomalia su cui Arpab ed autorità giudiziaria dovrebbero intervenire, lo scarico non può alterare il colore del corso d’acqua recettore, c’è giurisprudenza consolidata in merito, ed il colore è normato appositamente, inclusa l’alterazione estetica di un ecosistema fluviale.

In attesa del pronunciamento del TAR sul rinnovo AIA, noi continueremo a vigilare, denunciare e sostenere chi la pensa come noi su questa triste vicenda lucana.

Intanto raccogliamo dati e fatti importanti a corredo di questa vicenda:

Arpab affida al laboratorio chimico di Tecnoparco importanti analisi, come da determina sotto indicata:

questa per noi getta un’ombra inquietante tra controllori e controllati, dove i secondi sono accreditati Accredia ed i primi no, quindi valgono tecnicamente più le analisi di Tecnoparco che quelle di Arpab, e Ramunno omette sempre di dirlo.

Ma i problemi non vengono solo da destra, ci rammarica l’atteggiamento dell’ex sindaco Vito Di Trani che una volta dismessa la fascia tricolore, della vicenda, pubblicamente, non se n’è più occupato, e dopo aver visionato le nostre immagini ha provato a far sua la problematica, questione che noi dal 2021 stiamo documentando costantemente con video, foto ed analisi. Noi allo scarico siamo sempre soli, tutti questi paladini o sono invisibili o fanno gli ambientalisti ad intermittenza. Di seguito qualche riferimento bibliografico in più.

Una carrellata dell’ultimo anno: