Per i due campioni prelevati il 22 agosto a Fiumicello e Castrocucco, mancava la determinazione di alcuni patogeni, la cui cultura e quantificazione richiedeno più tempo rispetto ai comuni batteri fecali. Le analisi complete riportano questo per Fiumicello e Castrocucco:

il batterio della Legionella oscilla tra 2100 e 3200 UFC/litro, non avendo una soglia di legge per le acque marine l’unico riferimento è il valore soglia per le piscine che sarebbe a 1000 UFC in Italia, in Francia superate le 1000 ufc si parla di alta contaminazione. E’ un batterio che gradisce il caldo e l’umidità, ed anche a basse concentrazione può essere un problema per gli immunodepressi. Questi tenori di Legionella possono essere un serio rischio per la salute, causare problemi e complicazioni respiratorie, e comunque con questo tenore sono un indicatore di scarsa qualità dell’acqua ma la normativa sulla balneabilità non li contempla, quindi se il problema non lo vede il legislatore allora non esiste per la norma: peccato per le istituzioni ma la scienza è decenni avanti rispetto al legislatore e così si mette a rischio la salute pubblica apponendo il bollino della balneabilità su acque di scarsa qualità. Analogo problema in passato lo abbiamo riscontrato anche nel litorale Metapontino in corrispondenza delle foci, e speriamo in futuro di poter svolgere a Ferragosto prelievi concomitanti su tutta la costa lucana per una estesa ricerca anche degli xenobiotici. Altro dato tecnico interessante è la prevalenza marcata della Legionella su tutti gli altri ceppi misurati, dato sul quale dovremmo indagare ulteriormente con le istituzioni.

Gireremo questo articolo alle rispettive autorità affinchè venga migliorata una norma obsoleta ed iniqua quale quella sulla balneabilità, la quale non tiene conto di tutti gli aggiornamenti scientifici del caso, e soprattutto non tiene conto delle correnti che in alcune zone hanno minore capacità diluente accumulando gli inquinanti sotto costa, a differenze di altre zone più “fortunate”. Restano senza risposta anche gli interrogativi sul depuratore di Maratea, del quale si conosce poco o nulla. Senza le segnalazioni e le donazioni dei turisti locali, consapevoli e determinati, non avremmo potuto raccogliere questi nuovi dati. Per chi volesse contribuire alle nostre azioni, a questo link tutti i riferimenti utili: https://covacontro.org/aiutaci/

PS: nostri post su Maratea sono stati censurati da alcuni gruppi social locali, abbiamo notato una certa chiusura culturale al nostro lavoro, nonchè anomale affinità tra membri delle istituzioni ed alcuni ambientalisti/imprenditori locali, all’insegna della solita promozione territoriale che inertizza i controlli ambientali. Politici ed ambientalisti marateoti che di colpo hanno smesso di lamentarsi e di denunciare ed hanno iniziato ad avere affidamenti diretti da enti regionali, di colore opposto. Pochi giorni fa a Policoro in tal senso, c’è stato un incontro del FLAG per delineare la composizione del cda: Policoro e Rotondella hanno gridato, giustamente, allo scandalo perchè in barba ad accordi precedenti già presi tra i 6 comuni ed i principali privati, Nova Siri-Scanzano-Maratea hanno invece cambiato le carte in tavola all’ultimo momento, spostando l’asset della maggioranza relativa dal Metapontino a Maratea. Un disegno desumibile da altre manovre pubblicamente visionabili anche sui canali social: direttori regionali che durante l’estate postavano solo immagini di Maratea, concentrazione di eventi, concentrazione di affidamenti diretti etc etc. La costa, la pesca ed i contratti di fiume sono un nuovo terreno di scontro politico, perchè niente è più politico dell’ambiente e con questo basso livello morale l’ambiente rischia di essere ancora la prima vittima.