la bandiera blu a mezz'asta nei pressi di un cumulo di alghe abbandonate sulla spiaggia di Metaponto - gennaio 2020 foto di Giuseppe Ruggeri

Anche questa è una storia senza colpevoli e senza risarcimenti. Ieri sono giunte da Metaponto delle immagini che cozzavano contro l’assurda richiesta del Sindaco di Bernalda di richiedere il bollino UNESCO per Metaponto, simbolo di quella “demenza amministrativa” che ormai attanaglia i politici locali i quali invece di risolvere i problemi evidenti e basilari pensano a raccogliere bollini come massaie affamate di premi in fila al supermercato.

la bandiera blu a mezz’asta nei pressi di un cumulo di alghe abbandonate sulla spiaggia di Metaponto – gennaio 2020 foto di Giuseppe Ruggeri

Dalle foto emerge un quadro desolante ed avvilente infatti l’azione del mare ha fatto venire fuori tubi in PVC usati per fornire probabilmente servizi idrici a strutture sprovviste o abusive. I sacchi usati come riparo dalle mareggiate precedentemente insabbiati e poi tornati a vista, pozzetti fognari, cavi elettrici, materiale edile, pezzi di stabilimenti balneari e passerelle divelte, un cantiere abbandonato su un’area che dovrebbe essere di tutela pubblica, ambientale e paesaggistica. Simbolo più mendace ed offensivo per le intelligenze altrui, come la bandiera blu, non lo abbiamo mai visto! Vogliamo fare turismo in Basilicata, per ora siamo solo riusciti a far guerra al nostro territorio. Ma la legge non diceva di smontare le strutture finita la stagione balneare? Questo scempio è opera della natura o dell’uomo, oppure si aspetta la prossima tromba d’aria per mischiare danni veri a pregressi scenari di degrado ed abbandono?

Nelle ultime due estati abbiamo sorvolato col drone le aree litoranee di: Policoro, Pisticci, Rotondella e Metaponto e tra le varie erosioni visibili c’è quella della spiaggia libera. Sembrava di vedere riproposto l’effetto Ostia nel Metapontino: avanzata del cemento e delle strutture fisse, ma su tutto la spaventosa scomparsa della spiaggia libera soprattutto nelle zone centrali dove sono nati dei veri e propri corridoi larghi pochi metri e soffocati da lidi sempre più larghi. Oppure su Policoro visibile l’effetto del trapezio isoscele, con la spiaggia libera che parte larga dal lungomare e poi va pian piano restringendosi man mano che si avvicina al bagnasciuga. Effetto ottico? No effetto degrado. Del resto abbiamo avuto conferma da fonti istituzionali che nell’estate 2019 nonostante l’abbondanza di multe agli operatori balneari, il solo provvedimento amministrativo non basti a fermare i reati contro il demanio marittimo che sono in ufficioso aumento, quando aumentano i controlli ovviamente. Basta pagare e si reitera il reato e così stiamo distruggendo anche la costa, con la ciliegina sulla torta di nuovi lidi in programma o l’organizzazione dei mega eventi, come il JovaBeach party.

Vi proponiamo una carrellata di immagini, raccolte dal 2017 ad oggi che testimoniano una serie di ipotesi di reato gravi. Modifica del demanio marittimo e degli habitat da Metaponto a Marina di Pisticci, da Scanzano Terzo Madonna al lido di Rotondella. Modifica delle dune costiere, barriere soffolte realizzate probabilmente non nel migliore dei modi, modifica delle foci, distruzione delle opere di bonifica idraulica costiere, distruzione del patrimonio pubblico, cementificazione di aree pubbliche, villaggi turistici costruiti in zone alluvionali, erosione della superficie boschiva litoranea, porti artificiali edificati in habitat costieri e fluviali di elevato pregio naturalistico e ad elevato rischio idraulico. Ma tutto sommato va bene così, la Regione Basilicata ha solo uno stralcio del piano della costa che ancora manca, tante belle parole e direttive generali, ma le condizioni sono quelle riprese nei video allegati.

A quanto scritto aggiungiamo gli effetti degli incendi nelle pinete marine, le trombe d’aria, l’avanzamento dell’agricoltura, i tagli abusivi, i nuovi progetti di camping, gli effetti degli aerosol chimici provenienti dagli scarichi. Ma vista l’assenza cronica delle istituzioni nella tutela e valorizzazione della costa, e quindi anche nel supporto agli operatori balneari, questi ultimi esattamente cosa vogliono? Tacciono su molti problemi, incontrano la politica nelle stanze chiuse, chiedono i danni quando la politica li abbandona, ma votano sempre la stessa politica … per contesti impattati come Metaponto, la spiaggia più erose tra tutte, soffocata tra cemento, degrado, abusi, interventi pubblici inutili, inquinamento etc etc etc non varrebbe la pena indennizzare gli operatori e smobilitare tutto, restituendo il contesto alla natura? Volevano anni fa spostare gli abitanti di Pisticci Scalo per evitare impatti sanitari, ma non vogliamo smobilitare una dozzina di operatori balneari e de-antropizzare un contesto fragile e mobile? Continueremo a dare milioni di soldi pubblici per finti rimedi a favore di un pugno di imprenditori stagionali?