la Explora in missione

La ricerca “borderline” italiana: tra ministeri, compagnie petrolifere e tecnologie impattanti.

L’OGS è un ente di ricerca riconosciuto dal MIUR, le cui competenze si sovrappongono parzialmente con l’INGV. E’ un ente i cui esponenti più volte si sono esposti pubblicamente in Basilicata in incontri pubblici, per sostenere ed informare ( a modo loro ) sulle perforazioni petrolifere, tra tecnologie, studi ed impatti.

L’OGS pare sia l’unico ente di ricerca italiano ad avere una nave oceanografica, la Explora, già protagonista di svariate decine di missioni, delle quali alcune anche in Antartide. La nave ha, come da volantino allegato, un’ampia gamma di strumentazione per svariate indagini: gravimetria, magnetometria, morfobatimetria, e l’Air Gun, il celebre sistema ad aria compressa ufficialmente riconosciuto nel mondo come un’abbattitore indiscriminato di fauna ittica che usa aria ad altissima compressione sparata dalla superficie del mare verso il fondale al fine di conoscerne la geologia profonda ed intravedere eventuali giacimenti; metodica autorizzata in Italia con aggirabili vincoli purtoppo.

la Explora in missione
la Explora in missione

L’OGS nel suo volantino non dice proprio tutta la verità sull’Air Gun e riporta che:”L’equipaggiamento si compone di una sorgente di energia (di solito cannoni ad aria compressa, o air guns) che emette
impulsi acustici i cui echi riflessi dagli strati geologici vengono captati dai sensori disposti lungo un cavo (streamer) trainato dalla nave. Questa tecnica permette di studiare il sottosuolo da poche decine di metri di profondità fino alle strutture profonde della crosta terrestre“. L’OGS dimentica di dire che questa tecnologia non produce solo semplici impatti acustici, ma causa una vera e propria onda d’urto a largo raggio ed elevata profondità che investe indiscriminatamente tutto ciò che trova davanti e soprattutto la sua modalità d’impiego può essere protratta nel tempo a discrezione dell’operatore ed indagare larghe estensioni dello specchio d’acqua causando vere e proprie ondate stordenti e traumatizzanti per tutto l’ecosistema marino, un vero e proprio bombardamento ad onde riflesse.

Abbiamo segnalato il tutto sia al Ministero dell’Istruzione che a quello dell’Ambiente in quanto un ente pubblico che usa queste tecnologie potrebbe contraddire atti ed indirizzi contrari alla tutela del bene pubblico e delle leggi di tutela del mare. Diverse sono le contraddizioni dell’OGS che vorrebbe studiare per tutelare l’ambiente ma collabora con Eni, ma anche con la Protezione Civile in altri settori. Scorrendo l’ultimo piano triennale dell’OGS si legge a pp.80-82 che l’ente è impegnata nello studiare la sismicità indotta dal fracking nonchè le perforazioni minerarie nel Mediterraneo, nonchè coinvolto nei progetti di stoccaggio della CO2 nel sottosuolo in partenership, con chi? Ma con Eni ovviamente.

Perchè i governi italiani si accapigliano sulle modifiche costituzionali ma nessuna regolamenta dettagliatamente con annesse sanzioni, il conflitto d’interesse e le incompatibilità anche in questi settori? Quante volte con la parziale scusa della ricerca scientifica si è fatta ricerca industriale per le compagnie petrolifere? Il risultato economico  dell’OGS nel 2015 è negativo per 958.048,01 euro e l’OGS riceve dal 2011 mediamente tra i 15 ed i 20 milioni di euro di trasferimenti ministeriali: soldi di tutti per interessi sempre pubblici?

 

 

 

 

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.