Le recenti congiunture internazionali, il caro carburanti, le esigenze economiche dei governi, la mancata tassazione dei sovrapprofiti e le elezioni comunali a Corleto Perticara, tutti elementi che convergono verso le medesime domande.
1 – ricchi ma poveri ma le royalties ferme al palo? Anche nei comuni estrattivi mancano i servizi, manca la popolazione e manca il personale pubblico, dai segretari comunali a singhiozzo agli uffici tecnici privi di figure specifiche in ambito ambientale. Il PNRR di questi problemi non si è curato oppure lo ha fatto male. Ma una domanda sorge spontanea: perchè Comuni e Regione non chiedono l’aumento delle royalties? Anche l’uno per cento, simbolico, potrebbe essere un segnale di “rivolta gentile” eppure tutto tace, perchè? Perchè in una regione col cappello in mano non si chiede di più? La risposta è nell’asservimento della politica alle multinazionali o c’è dell’altro?
2 – perchè non preveniamo i conflitti di interessi? Sarebbe stato bello rimettere in moto l’ascensore sociale fermo da decenni e prevenire la divisione tra famiglie con le mani in pasta e famiglie completamente escluse. ANCI su questo non ha mai preso iniziativa idem le forze politiche o sindacali, o clericali perchè no. Auspicabile cosa? Che chi lavora nel settore petrolifero e da esso prende tutto il reddito o la maggior parte di esso anche con ricadute costanti ed indirette, stesse fuori dalle giunte comunale. Una lista “Total od Eni free” ove dare spazio alla parte di popolazione che col petrolio non lavora e forse ne viene anche danneggiata, o per lo meno l’impegno a promettere di restare fuori dalla giunta. Quando si faranno i tavoli con le compagnie chi parteciperà sarà terzo?
3 – perchè nei programmi non si parla di impatti ambientali? In tutti i comuni estrattivi lucani fino ad oggi mai letto nei programmi una frase semplice semplice: “…migliorare il sistema di controllo ambientale, alimentare e sanitario per monitorare gli impatti petroliferi e sostenere le vittime…” c’è la paura a parlare di ambiente in termini di inquinamento, bonifiche, mancata pubblicazione dati, impatti sulla salute, una paura che fa sembrare le nuove generazioni identiche alle precedenti. Con la paura non si governa ma si viene governati.
4 – in casa propria si vuole restare ospiti? Basta vedere come ad oggi sono stati usati i fondi del P.O. Val d’Agri, forse neanche l’1% di questo fiume di denaro è stato usato per monitoraggi ambientali e sanitari indipendenti. Vogliamo la legalità, vogliamo il benessere facendo a meno di etica e verità, insomma il solito modello lucano predatorio della pappatoria a turno, tutto è lecito se si governa poi se le cose vanno male la colpa sarà di qualcun’altro.

