L’esplosione della petroliera Seajewel, avvenuta al largo delle coste di Savona, ha sollevato gravi preoccupazioni riguardo a un possibile attentato o sabotaggio. La nave, lunga 245 metri e battente bandiera maltese, era ormeggiata nel campo boe Sarpom dal 14 febbraio, proveniente da Arzew, Algeria. L’evento ha portato alla scoperta di una falla nello scafo, con lamiere piegate verso l’interno, suggerendo che l’agente esplosivo sia stato collocato esternamente.
L’incidente: i fatti
Il 14 febbraio, durante le operazioni di scarico del petrolio, sono state avvertite due esplosioni. I primi rilievi effettuati dai carabinieri sommozzatori hanno confermato la presenza di un squarcio di circa un metro nello scafo e una moria di pesci nelle vicinanze, indizi che avvalorano l’ipotesi di un’esplosione. La Procura di Savona ha aperto un fascicolo per “naufragio”, escludendo così l’ipotesi di un guasto o incidente a bordo.
Indagini in corso
Le indagini si concentrano su due principali scenari: un possibile attentato terroristico o un atto di sabotaggio. La petroliera Seajewel è stata coinvolta in inchieste riguardanti le “flotte ombra” russe, navi fantasma che continuano a rifornire l’Europa nonostante le sanzioni internazionali. Questo legame ha alimentato speculazioni sul movente dietro l’attacco. L’Antiterrorismo è stato allertato e sono stati coinvolti specialisti del Comsubin per ulteriori accertamenti. Nonostante non siano stati trovati resti di inneschi o tracce di esplosivi specifici, la natura del danno e la moria di pesci nelle vicinanze suggeriscono una detonazione
Rischi ambientali
Il potenziale rischio ambientale associato all’incidente è significativo, dato che la petroliera trasportava greggio. Tuttavia, fortunatamente, le “misure preventive hanno evitato sversamenti nel mare“. La Capitaneria di Porto ha emesso comunicati per rassicurare il pubblico riguardo alla situazione, ma il mistero rimane su chi possa essere il responsabile e quale sia il movente dietro questo attacco.
Qual’è la risposta dei dati satellitari?
Mi spiace molto dissentire con l’articolo apparso sulle pagine di GREENREPORT.IT a firma di Di Aurelio Caligiore, Ammiraglio Ispettore del Corpo della Guardia Costiera, circa le rassicurazione che “non ci sono state fuoriuscite di petrolio“. Le immagini del satellite Sentinel 1A, del Progetto Copernicus, registrate il giorno 2025-02-15T17:23:17.647904Z (18.23 ora locale) dicono altro.
L’analisi dei dati satellitari e l’esatta posizione della petroliera Seajewel, vengono di seguito presentati. Si sottolinea l’importanza che assume, nella ricerca di eventuali sversamenti a mare di petrolio, i dati del Profile Plotter Amplitude. Il Profile Plotter Amplitude è utilizzato per modellare il comportamento delle chiazze di petrolio in mare. Attraverso l’analisi delle correnti marine, del vento e delle condizioni meteorologiche, questo strumento permette di prevedere come e dove il petrolio si disperderà dopo uno sversamento. Questa capacità di previsione è fondamentale per attivare tempestivamente le operazioni di contenimento e bonifica, minimizzando l’impatto ambientale.

Le immagini che seguono permettono di avere una migliore percezione visiva l’entità dello sversamento.

Attraverso l’impiego di un modello 3D, in nero, sono rappresentati i valori massimi dello sversamento (ellissi in rosso); in bianco si evidenzia la prua della petroliera (area in giallo).

Conclusioni
Sebbene non sia in grado di verificare che l’anomalia rilevata dal satellite sia dovuta ad una perdita di petrolio dalla Seajewel, l’analisi dei dati Sentinel-1A del 15 febbraio 2025, alle 18:23, indicano la presenza di una sostanza oleosa simile al petrolio che si estende per circa 300 metri a prua della nave.
