Solo per il tempo impiegato in questi mesi nell’organizzare la protesta, più di qualcuno su Policoro potrebbe chiedere i danni alla Regione Basilicata per il trambusto creato dopo il rilascio dall’AUA al biogas in via Ancona. Andando al seguente link: https://conferenzadiservizi-direzioneambiente.regione.basilicata.it recuperabile dal pdf sotto allegato, si può recuperare anche la documentazione relativa alle osservazioni.
Alcuni passaggi salienti:
- al Comune di Policoro sono stati lasciati miseri 15 giorni per avanzare osservazioni, nonostante sia stato accertato l’omesso invito alla prima conferenza di servizi, e nonostante negli atti potrebbe essere stato riportato il falso perchè il silenzio assenso deve avere precise caratteristiche non pienamente riscontrabili in questa vicenda;
- Il Comune ed il Sindaco come autorità sanitaria avrebbe potuto avere 90 giorni di tempo per il parere ma pare che anche questo limite non sia stato rispettato e non si colma questo lasso di tempo neanche con questi 15 giorni;
- la Regione si incentra sull’inquinamento acustico in questo carteggio: aspetto importante sì ma risibile alla luce degli altri impatti che l’AUA neanche valuta come il traffico dei mezzi pesanti, i miasmi e la modifica del paesaggio e della qualità della vita di chi in quelle zone risiede;
- Michele Busciolano non annulla l’AUA ma non si comprende in base a quale articolo di legge riapra il procedimento per soli 15 giorni (riapertura che conferma la non piena legittimità dell’iter regionale) e se l’autorizzazione resta valida perchè non iniziano i lavori?;
- in chiusura Busciolano sottolinea che l’AUA non è stata annullata ma è vigente, e chiama in causa il Comune sul parere urbanistico, corretto sì, ma dimentica completamente il ruolo del Sindaco come autorità sanitaria soprattutto in questo ambito dove parliamo di reflui e rifiuti provenienti da industrie insalubri di prima classe;
- il link dove scaricare la documentazione non sembra funzionare più nonostante il termine per le osservazioni scada il 12 giugno;
- la Soprintendenza, come già detto dal Sindaco Bianco, ha avuto una velocità inimmaginabile per molti comuni mortali, dando un parere in un mese.
E poi ci sono le osservazioni della società, di seguito allegate:
senza entrare nel merito dei tecnicismi di queste ultime osservazioni, è importante la chiusura della lettera:

Come potrà Busciolano decidere serenamente se la società del biogas policorese potrebbe direttamente chiedergli milioni di euro di risarcimento? Il PNRR doveva essere occasione di sviluppo, invece a leggere queste osservazioni sembra il deus ex machina, in una Regione che autorizza di tutto, non pianifica nulla e soprattutto non ha dotato i comuni di quei tecnici che servivano per esprimere pareri. Dovesse finire al Consiglio di Stato, ma questo scempio non può passare! Il PNRR sembra essere diventato il bancomat della speculazione: se il PNRR approva un progetto i Comuni dovrebbero tacere? Ma questo stato di emergenza chi l’ha decretato? Esiste un nuovo diritto basato sul PNRR? Le osservazioni della società descrivono un mondo distopico dove il pubblico deve essere subordinato al privato.
Post scriptum: dopo l’importante serata organizzata il primo giugno in piazza Heraclea serve ricordare a tutti, e a qualche relatore, che:
- la nostra associazione ricevette il prima alert il 2 gennaio 2025, quando un nostro volontario si accorse sull’albo pretorio online di un progetto di biogas avente sede in Policoro (di questo dovevano accorgersene i tanti policoresi che frequentano gli uffici regionali), noi prima di avvisare il Sindaco abbiamo impiegato circa due settimane per avere la determina regionale del 30 dicembre 2024; la determina non era online;
- è stata Cova Contro a svolgere il primo incontro pubblico sulla tematica;
- siamo stati noi a sensibilizzare i primi agricoltori e ad organizzare con loro incontri col Sindaco.
Nonostante questo qualche politico regionale pensa di escluderci dai tavoli istituzionali, tavoli nati anche dal nostro allarme e dalla nostra opera di sensibilizzazione. Anche questo non permetteremo che accada, la nostra voce ha una storia ed un volto, e nessun politico locale può pensare di usare le istituzioni per colpire il dissenso o per vendette personali.
Intanto martedì 10 giugno dobbiamo essere tutti sotto la Regione

e sotto la Regione andremo per esprimere tutta la nostra rabbia contro un sistema di speculatori e lobbisti che calpestano i diritti dei territori, lobbisti come quelli usciti sulla Nuova di oggi:

