i valori vicino uno degli ingressi

 

A luglio durante le nostre ricognizioni siamo tornati a ridosso della cava Falbit, in agro di Ferrandina. Siamo tornati a visionare l’aspetto dei terreni in essa stoccati e che nel 2015 avevamo analizzato: mai abbiamo trovato terreni così contaminati sino ad oggi come allora, un miscuglio di ogni genere di metallo e metalloide, con pezzi di plastica, asfalto, un mix indimenticabile smentito senza prove pubbliche dall’azienda stessa.

suoli cava Falbit - 2015
suoli cava Falbit – 2015

Le analisi oltre alla contaminazione da berillio e stagno ( stessi contaminanti rinvenuti nei terreni delle aree pozzo del bosco di Salandra non distanti dalla cava ) ritrovammo: “L’alluminio naturalmente presente nelle argille arriva nella cava Falbit a 77mila mg/kg,  (circa 4 volte l’ipotetico fondo naturale – ndr), il ferro a 42 mila, anch’esso di molto oltre il fondo naturale, lo stagno con limite di legge ad 1 mg/kg arriva a 2,16, il berillio tipico di terreni vulcanici, arriva a 6,7 mentre la prima soglia di legge è a 2 ma a preoccupare oltre le contaminazioni certe sono tutti i metalli pesanti e non, alcuni così rari, da non essere neanche normati, che compaiono nei suoli della cava. Per esempio il tellurio ed il molibdeno sono metalli rarissimi da rinvenire sul piano campagna lucano, invece compaiono nei suoli della cava tra i 0,5 ed i 6,9 mg/kg, e sono marker tipici dell’industria estrattiva, come alluminio e ferro, ma le analisi hanno rinvenuto anche l’arsenico a 13 mg/kg, il bario a 207, il cobalto a 16, nichel 28, piombo 25, vanadio e zinco 63 ma dalle foto sono evidenti anche rifiuti bituminosi, plastici ed edili amalgamati al tutto.”

Questa volta invece a destare preoccupazione sono i livelli di radioattività, infatti abbiamo registrato in due punti della recinzione della cava, valori che stabilmente rimanevano compresi tra i 0,27 microsiev/h ed i 0,454: valori che ovviamente non impongono evacuazioni varie ed eventuali ma che potrebbero essere segnale di un’anomalia visto il forte distacco dai valori di fondo naturale che nella zona oscillavano tra i 0,05 e lo 0,15. Insomma una situazione che merita più di un approfondimento.

Giorgio Santoriello, Andrea Spartaco

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.