Con questo maggioranza di centrodestra il ruolo del direttore generale Arpab è definitamente finito in una coltre di superficialità e sciatteria. Proclami social, selfie, primi piani di scarpe e mozzarelle, promozione turistica a basso costo e campagne elettorali, ormai il direttore Arpab, come ruolo, ha perso ogni prestigio e decoro. Dopo la parentesi Tisci, ove si diceva tutto ed il contrario di tutto, quando si mischiava folklore, calcio e cucina in un unico profilo social, oggi Ramunno si nasconde dietro i social per provare a replicare ai nostri contenuti, complice una stampa regionale che neanche conosce le più basilari regole del confronto. Stanno sempre attenti a non nominarci direttamente, e stanno sempre attenti a non farci replicare, ma ormai il solco di fiducia tra cittadini ed istituzioni sempre incolmabile.

Ramunno da quando è direttore prova a sgonfiare le nostre denunce ma nei post non compare mai una relazione tecnica o un certificato di analisi, parla di fenomeni che non prova mai, rassicura sempre prima di avere le analisi in mano, come fece col Pertusillo…era tutto ok, poi arrivò il declassamento delle acque.

Siamo stanchi di inseguire le assurdità di questi miracolati della politica, senza uno straccio di pubblicazione scientifica nel curriculum, senza un giorno di vera militanza alle spalle nel contrasto ai reati ambientali, l’unico merito di Ramunno come di Tisci, è essere amici del senatore Gianni Rosa. Questa la meritocrazia, questa la destra lucana, debole con i forti e le multinazionali, e forte con i cittadini che denunciano. E’ del 2014 l’ultima analisi consultabile on line compiuta da Arpab, dopo quella del 2016, poi il nulla. Forse al geologo Ramunno servono occhiali più spessi per vedere come da allora online non ci siano altre analisi reperibili con certificati allegati. Le ispezioni AIA come vanno? Con quali risultati? Non ci dicono nulla, perchè così deve andare, lor signori lavorano sulla fiducia e pretendono rispetto, senza avere ancora i laboratori accreditati Accredia a differenza degli inquinatori. Chissà perchè le procure lucane delegano sempre più spesse le indagini ambientali ad altri enti che non ad Arpab? Ramunno pensa alle bandiere blu e a Maratea, invece di riflettere sul livello di inutilità raggiunto dall’agenzia. Ricordo a Ramunno che la nostra associazione attualmente collabora con due università italiane, l’ISS di Roma, tre università straniere ed è consulente di tre comuni lucani, oltre alle numerose vittime in svariati contenziosi legali, e questo è solo quello che possiamo dire ma ci sarebbe tanto altro. Lascio a Ramunno le sue illusioni, la storia distinguerà gli uomini dalle comparse, o meglio dai turisti delle istituzioni. Ricordiamoci Ramunno al penultimo tavolo della trasparenza sull’Itrec: una paginetta stampata dal sito web di Arpab per informarci della presenza delle centraline per il controllo dell’aria, vicino l’Itrec. Anche quella volta a mettere in difficoltà Sogin ci fummo noi, mentre Arpab ed altri ascoltavano senza avere i mezzi per inserirsi nel contraddittorio.

Una breve carrellata di immagini e sitografia: i toni da bar usati dal profilo Facebook di Arpa Basilicata, che deride le risposte dei cittadini

Arpa Basilicata che si mette i like sui propri post

Le nostre svariate analisi:

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.