Finalmente il dirigente provinciale De Capua, tra gli indagati nel processo per disastro ambientale in Trisaia a Rotondella, fa quello che la Provincia – Ufficio Ambiente avrebbe dovuto fare nei decenni precedenti, ovvero controllare e capire. Da leggere tutta e con attenzione la recente determina, qui allegata:

La determina ricorda che oltre le falde sono contaminati i suoli in diversi punti fuori dal perimetro, anche a 200 mt fuori dal perimetro ENEA, per motivi ancora privi di precisi responsabili

la contaminazione in falda non interessa solo trielina e cromo esavalente, come recentemente detto dal direttore scientifico di Arpab – Achille Palma all’incontro di Lucas svoltosi a Rotondella, ma molte altre sostanze

importanti i dati storici riportati nella determina, magistralmente redatta da De Capua, e che confermano quanto non solo dicevamo noi nel 2020 ma anche quanto Andrea Spartaco scrisse 6 anni prima di Cova Contro, su Basilicata 24, ovvero il ruolo delle controllate Eni in Trisaia, Agip Nucleare e realtà inglesi attive nella filiera atomica lucana

gli scarti delle lavorazioni nucleari, quando non contaminati (fidiamoci – ndr), venivano comunque gestiti “senza nessun tipo di precauzione ambientale” riporta l’atto

il racconto horror a pag. 4 di 12, rifiuti radioattivi chiusi in plastica e cartone ed interrati

la Provincia di Matera individua come ragionevole responsabile la CONU controllata di Eni

decenni di denunce hanno ormai ampia conferma, confermata anche l’incapacità della Procura di Matera, che al netto del lavoro di Nicola Maria Pace, per decenni ha visto la totale inerzia dei locali uffici giudiziari, inclusa la Procura di Potenza sotto Basentini. Ora bisogna censire il sottosuolo di tutta l’area, richiesta che noi ufficialmente avanziamo dal 2017. Continueremo a documentare e pressare le istituzioni locali sulla vicenda della sparizione di diversi siroi e delle mancate indagini sulle varie fosse sparpagliate nel sito e probabilmente anche al di fuori di esso, consapevoli che parte della storia dell’impianto non la sapremo mai visto che alcuni fascicoli sono stati distrutti. Come Cova Contro anni fa ci siamo impegnati in una ricerca storiografica consultando anche gli archivi IAEA a Vienna, e da quella ricerca è nato il saggio sotto allegato.

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.