Negli ultimissimi giorni, grida di allarme si sono susseguite tra i vari amministratori locali per la recente mareggiata del 7 gennaio: grida di allarme lanciate anche dal Patto Civico per Scanzano, nel novembre scorso, che ricercavano le cause dell’erosione a Terzo Madonna. Singolare e significativa anche la foto di copertina dell’articolo sopra citato (che segue), quantomeno per la presenza di tubazioni di ignota origine e destinazione d’uso

Consultando i vari social, non tutti sono concordi con le grida di allarme, ed io stesso da autore del rapporto tecnico ISPRA del 2009 intitolato: “Il ripristino degli ecosistemi marino costieri e la difesa delle coste sabbiose nelle Aree protette“, per l’esattezza “Il telerilevamento e i Sistemi Informativi Territoriali per l’analisi dei cambiamenti della linea di costa ho alcune osservazioni da fare.

Per prima cosa chiariamoci sui termini, ovvero che cosa si intende per linee di riva. La linea di riva è definita come la linea di contatto tra la superficie del mare e la terra. La posizione della linea di riva muta continuamente nel tempo a causa della natura dinamica dei livelli idrici presenti in prossimità del litorale, dettati dalle maree, dalle subsidenza o da altri fattori. La variabilità della linea di riva e le tendenze evolutive dei litorali, sono state e sono tuttora oggetto di numerose ricerche, svolte sia a breve che a lungo termine.

Le continue modifiche dei litorali dipendono da diverse cause: i cambiamenti dovuti alle variazioni del livello idrico (per es. onde, tsunami, maree, innalzamento del livello del mare) e le modifiche geomorfologiche (es. la formazione di barre, cuspidi, ecc.). Per tali ragioni, conoscere come cambia nel tempo la posizione della linea di riva, diventa importante per la progettazione e la pianificazione costiera, per la suddivisione delle zone a rischio, per la distinzione delle aree demaniali da quelle private e l’applicazione di modelli morfodinamici di previsione (analisi erosione-deposito).

Individuare la posizione della linea di riva significa anche ottenere informazioni sui cambiamenti che essa ha subito sia a causa della presenza di opere marittime (pennelli, barriere frangiflutto, porti, ecc.), sia a causa delle stesse modifiche che subisce la spiaggia. A quanto detto va aggiunto che identificare la posizione della linea di riva è utile anche a quantificare, in termini di forma e volume, le modifiche subite da una spiaggia. Per tutte queste ragioni la posizione della linea di riva è il più comune indicatore geomorfologico nella aree costiere.

Abitualmente, la linea di riva viene identificata attraverso l’uso di immagini aeree ed utilizzata per la ricostruzione dell’evoluzione storica dei litorali. Tuttavia, le informazioni estratte da tali immagini, descrivendo il confine istantaneo acqua-terra, garantiscono l’individuazione della linea di riva esclusivamente come limite asciutto/bagnato presente al momento della ripresa, senza fornire alcuna indicazione riguardo alle condizioni medie.

Avendo parlato di variabilità della linea di riva e di tendenze evolutive del litorale, sottopongo a chi segue Cova Contro nelle sue attività di ricerca e scoperta, le considerazioni che seguono.

La comparazione delle linee di riva, nei vari periodi, permette di avere una panoramica sulla tendenza evolutiva della stessa. Le immagini che seguono mostrano l’andamento del tratto del lido Terzo Madonna nei periodi dal 2016 al 2019.

La comparazione visiva dell’immagine di cui sopra, permette di poter affermare con certezza che, tra il 2016 e il 2017, non ci sono stati evidenti variazioni evolutive della linea di riva. Altresì, risulta evidente che tra il 2017 e il 2019, c’è stato un importante apporto di sedimenti nell’area del lido Terzo Madonna. Per meglio valutare visivamente tale apporto, si rimanda all’immagine di copertina. Nel merito della quantificazione di tali sedimenti, si sono registrati circa 1.500 metri quadrati in più. L’evoluzione visiva permette di ipotizzare che l’apporto provenga esclusivamente dalla foce del Fiume Agri.

I danni provocati dalla recente mareggiata, come mostrato le immagini presenti in vari articoli su riviste locali, hanno catturato una discreta porzione di spiaggia, circa 1.500 mq. Nell’immagine che segue, da una nostra ricostruzione utilizzando i riferimenti delle immagini realizzate a terra, viene mostrata la perimetrazione della porzione sottratta su una immagine satellitare.

Per dare maggiore consistenza alla ricostruzione dell’area erosa, sono state acquisite due immagini SAR del satellite Sentinel-1. La prima immagine è stata registrata in data 08082019, data simile all’immagine presente in Google Earth (08102019) e la seconda acquisita il 01082024, ossia il giorno dopo la mareggiata. I dati sono stati elaborati e salvati nel formato kml. Tutto ciò ha permesso che, il dato SAR, possa essere visto in trasparenza con il dato ottico utilizzando Google Earth. La scala di colori nell’immagine SAR è proporzionale all’intensità del segnale retrodiffuso; i toni chiari indicano alta riflettività (nel nostro caso di terreno non vegetato), mentre i toni più scuri indicano la presenza di terreno umido, di alberi o corpi d’acqua, che danno luogo ad un segnale retrodiffuso debole. L’immagine che segue indica come lo scenario ripreso dal sistema radar il giorno 8 gennaio risulti modificato nell’intervallo di tempo intercorso tra le due acquisizioni (cerchi rossi); nel nostro caso, la modificazione, è dovuta alla erosione del tratto di spiaggia.

Come rappresentato dagli organi scientifici e da molti autori, la tematica legata all’erosione costiera è un problema che va osservato sotto una veste di sistema costiero e non solo legato al singolo lido. L’immagine che segue mostra lo stato della linea di riva tra il tratto della foce del fiume Agri e il lido Terzo Madonna tra il 2006 e il 2023.

Risulta evidente che esiste una forte diversità tra le due immagini. La foce del fiume Agri è completamente diversa, oltre all’andamento dell’asse del fiume in prossimità della stessa. La spiaggia a nord della foce è completamente differente e il lido Terzo Madonna risulta quasi non più presente.

Per poter apprezzare queste evidenti differenze, l’immagine che segue mostra le quantità di spiaggia erosa.

Si può comprendere che, come auspicato da molti, il problema dell’erosione costiera sia una questione che va affrontata nella sua interezza e non sull’onda del momento. Se il saldo nella perdita di spiaggia è di circa 98500 mq solo in sinistra foce Agri allora diventa non più fisiologica la perdita di costa alla luce del solo apporto mancante da parte delle dighe, è palese come la presenza di altri fattori abbia accelerato intensamente l’erosione modificando quantità e modalità di deposito dei sedimenti. Senza una corretta manutenzione di alcune opere costiere, come i pettini portuali, si rischia un ulteriore aggravamento.

Noi di Cova Contro continuiamo ad osservare e registrare gli eventi nella speranza che i responsabili paghino per i danni causati, e che questi ultimi siano sanati non più solo con denaro pubblico ma con fondi privati, perchè i privati hanno precise responsabilità facilmente documentabili con le moderne tecnologie.

Qualche spunto dalle puntate precedenti: