L’amico Augusto De Sanctis, attivista abruzzese di lungo e prestigioso corso, ci ha segnalato ieri che sul sito web di Arpab non sono più visibili i contenuti relativi agli spills – “sversamenti” nel territorio di Calvello e al pozzo Cerro Falcone 5-8. I due pdf:

risultano ad entrambi i link non più visibili, nè scaricabili:


i dati non sono più reperibili neanche dall’elenco delle news

nonostante resti traccia nei motori di ricerca come Google, ed anche nel motore di ricerca interno al sito di Arpab

Una parte della documentazione è ancora disponibile a questo link non chiaramente accessibile dal sito web Arpab – https://www.arpab.it/arpab/wp-content/uploads/2024/07/Comunicazione_ai_sensi_degli_artt_242_e_249_del_Dlgs.152_2006_e_ss.mm_.ii__Agg_attivita_di_messa_in_sicurezza_di_emergenza-1.pdf
Quindi sparite dal web le analisi Arpab e la corrispondenza tra gli enti: Regione, Arpab ed Eni. Conserviamo parte della documentazione cancellata dal web, e la rialleghiamo in calce a questo articolo.
Coincidenze? Si avvera la volontà di Ramunno, che nel consiglio comunale aperto di Calvello aveva parlato di forzatura nel pubblicare gli atti, ora il favore ad ENI è palese, ma la documentazione la ripubblichiamo noi. Arpab così ha rinunciato a tenere online le sue analisi ed i suoi verbali che attestano i ritardi nel sopralluogo, certificati non accreditati e soprattutto Arpab ricerca un terzo dei parametri misurati dal laboratorio di ENI.
Ricordiamoci che nel consiglio comunale oltre alla forzatura citata da Ramunno, ai consiglieri di opposizione le carte sono state date con una precisa clausola di non divulgazione delle stesse. Questo il livello di trasparenza e democrazia nella Lucania saudita.
Ringraziamo il comitato calvellese, Porte aperte, sotto video allegato, che ci ha permesso di dire quanto in consiglio comunale non abbiamo potuto esporre:
Questi i pdf tolti dal web:
