l'area industriale di Ferrandina - 2018

Al recente incontro sull’ennesimo tavolo per il rilancio della Val Basento , sul tavolo mancava la pietanza principale, la verità.

Sarà la campagna elettorale, l’esigenza di qualche sindaco a gestire uffici di collocamento paralleli, la presenza di fondi esteri, i soldi pubblici destinati a chi ha già fallito con altri soldi pubblici ma qui quello che manca è la democrazia.

In soldoni, in pochi secondi si può dire quello che al tavolo per ore nessuno ha voluto dire:

1150 milioni di euro, a guerra in Ucraina già partita, hanno permesso al fondo privato americano Davidson & Kempner di acquistare i pozzi esausti nel bosco di Ferrandina, area Cugno le Macine, 14 pozzi esausti ex Eni che da mani russe sono passati in mani americane, da privato estero a privato estero ed oggi è bastato sostituire gli adesivi sui cartelli indicativi delle aree pozzi per cambiare padrone. Thaleia è il rappresentante italiano degli interessi americani. Un comunicato stampa, tanto basta per informare la comunità locale. Nonostante LA7 abbia portato questi affari in TV, dopo il servizio silenzio catatonico, in un comune di 8mila residenti come Ferrandina, nessuna forza politica o associazione ha pensato di organizzare un pubblico incontro in merito, nessuno chiede a Thaleia un piano industriale, cosa e come lo vogliano fare, cosa abbiano previsto per il territorio o se sia l’ennesima manovra speculativa. Privatizzato il sottosuolo il governo Draghi – Cingolani ha ben pensato di non ricorrere al golden power, in una fase in cui il gas aveva valutazioni stellari e ci preparavamo a razionarlo, abbiamo privatizzato un asset strategico con il benestare della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Ambiente, ed ovviamente gli enti locali muti e col capo chino, parlamentari in primis. Qualcuno ha organizzato un consiglio comunale su questo interpellando i privati e chiedendo loro cosa vogliono fare? No, meglio interrogarsi della gestione del verde.

2 – piattaforma logistica retroportuale di Taranto. L’amministrazione Lisanti parla a luglio 2023, al TGR Basilicata, di 3 progetti, importo di circa 14 meuro ad aprile, passati a luglio 2023 a 100 meuro; un walzer di numeri astronomici, ubriacanti e che fanno davvero girare la testa, ma come per Thaleia non sappiamo nulla nel dettaglio, non una proposta discussa con la cittadinanza, e nessuno che crede opportuno parlare in pubblico neanche di questo progetto, e con due progetti siamo già a 250 meuro di promesse e acquisti solo su Ferrandina. Nessun comune lucano vanta un ammontare di promesse ed investimenti così esoso.

3 – produzione idrogeno nella ex Mythen. Vinti 10 meuro di fondi regionali Pnrr, che dovrebbero essere investiti nel medesimo stabilimento che già pochi anni fa, nel 2018, ha ricevuto altri 8 milioni di euro, per avere al 2023 12 cassaintegrati e l’azienda in vendita, soldi pubblici per la produzione di glicerina ed altri biocomposti ecologici, fallita in 5 anni. Nello stesso anno, il 2023, si alternano proclami vittoriosi a situazioni deprimenti, complice una stampa che ha paura di approfondire. Nessuna sa come i soldi pubblici siano stati spesi e se e come il privato abbia fatto la sua parte, ma cronaca a parte il primo esperimento è finito negativamente, l’azienda non lavora come promesso nel 2018, e qualcuno vorrebbe ora sul medesimo impianto con la medesima proprietà investire altri milioni senza un piano industriale pubblico e condiviso, esattamente come 5 anni fa. Resta di pubblico il parere di Arpab sull’impossibilità a frequentare alcuni ambienti lavorativi della ZES perchè contaminati dai vapori di falda di cloruro di vinile e mercurio.

Soldi, soldi, tanti soldi senza rendiconti pubblici, senza confronto democratico, senza contraddittorio, senza trasparenza e partecipazione popolare, senza tracciabilità…ed il problema restano le aiuole. I giovani vanno via, lo spopolamento, l’invecchiamento, i politici inadatti eppure quello che manca è la base, la gente, un popolo che non vuole saperne di impadronirsi del proprio destino e che preferisce delegarlo a stranieri e faccendieri. Chi è disposto a parlare in pubblico di questi argomenti? Il conteggio proposto in questo scritto è parziale e sommario, e si basa sulle notizie di stampa, caotiche e vorticose, ed esclude altri introiti e compensazioni che vanno dalla gestione dei fondi autovelox, alle compensazioni di eolico e fotovoltaico, insomma c’è un mare di atti da approfondire eppure si piange miseria ed isolamento, tra quattro gatti non si riesce a parlare e questo agevola gli investimenti speculativi non quelli virtuosi.

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.