Nella sola giornata di oggi abbiamo comparato il taglio del TGR Puglia con quello della Basilicata. Il confronto mostra risultati chiari ed inconfutabili: in Puglia si usano toni forti su diversi problemi, e si lascia spazio alle critiche in sani contraddittori, c’è bilanciamento tra tesi diverse ed in alcuni casi la denuncia non riceve neanche il raffronto delle istituzioni, quindi spazio ai problemi e meno alla propaganda. Addirittura il personale sanitario denuncia serenamente i problemi del sistema ospedaliero durante l’ondata di caldo (problema che forse in Basilicata non esiste) senza ricevere il solito e doveroso raffronto di promesse da parte della politica locale. Il TGR Basilicata parla della lavanda attorno al COVA senza neanche calcolare le idee avverse al greewashing di ENI, nessun accenno sui recenti sforamenti da benzene delle locali centraline Arpab, o dei lavori di riperforazione dei pozzi locali con le vasche piene di additivi chimici, oppure l’ammontare delle royalties in meno che si incasseranno da Eni, solo lavanda ed immagini bucoliche. Festival dell’invidia sociale, servizio parrucchieri pazienti oncologici, tumori del sangue su scala nazionale e nessun approfondimento sul registro tumori lucano che è fermo al 2020 privo di spiegazioni a margine, solo numeri, poco leggibili. Per non parlare dei tumori del sangue che meritebbero in Basilicata un registro specifico che non esiste. Il TGR Basilicata sotto Gennaro Cosentino censura i dati raccolti e pubblicati da Cova Contro, non considera nessuna associazione tra quelle che denunciano i problemi legati sia all’estrazione petrolifera che ad altri impatti ambientali, è pesantemente sbilanciato sull’intrattenimento, la promozione turistica, lo sport e la ripresa di notizie nazionali già confezionate, che non hanno concreti riverberi sul territorio. Parlano i potenti, le istituzioni o gli attori sociali che non criticano lo status quo, uno scenario raccapricciante in una regione già depressa culturalmente, economicamente e socialmente, priva di editori veri, e con una stampa morente. Cosentino è il peggior caporedattore con il quale ci siamo mai confrontati, rimpiangiamo Oreste Lopomo, col quale si litigava ma i servizi passavano, anche con settimane di ritardo, ma passavano, con Cosentino invece siamo in Corea del Nord, una Corea dal fare democristiano. Cosentino ci rassicura che le notizie passeranno ma passano mesi, semestri, e non mantiene alcun impegno preso. Il TGR è diventato uno zimbello autoreferenziale, con spazi da occupare per giustificare gli stipendi, una offesa alle libere menti lucane ed alla storia del locale associazionismo di denuncia e pubblica utilità. Questo non è servizio pubblico ma un marchettificio per i potentati locali. Cova Contro fa servizio pubblico, il TGR fa satira e marketing.

Mentre il TGR ci censura, le tv nazionali riprendono il nostro lavoro:

Il TGR sta diventando il nuovo Lercio:

I tgr hanno bisogno di adottare uno standard di qualità confacente alla loro funzione pubblica, non si può scimmiottare un servizio pubblico che diventa sempre più marketing territoriale, folklore ed intrattenimento autoreferenziale, serve fare informazione, approfondimento, trovare le notizie, riprendere quelle scomode, invitare in studio chi denuncia e documenta e non fare le solite passerelle per politici ed imprenditori. Se la qualità resta questa meglio chiudere, un algoritmo ben programmato potrebbe fare molto meglio ad un costo inferiore.

Di Redazione

Punto eBasta nasce nel marzo 2016 come sito indipendente di informazione ambientale in Lucania.