Pubblichiamo le analisi, solo alcune perchè non tutte pronte, dei prelievi svolti con personale di laboratorio, il 6 dicembre in tre diversi punti di Potenza, presso tre diversi rubinetti: via dell’Agrifoglio (vicino il potabilizzatore), via Anzio e al serbatoio della Protezione Civile nella stazione ferroviaria di Santa Maria. Questa tornata di prelievi ha visto la sola misurazione dei batteri, del cloro e di alcuni sottoprodotti della clorazione. I precedenti prelievi erano del 15/18 novembre quindi riferiti ancora all’acqua proveniente dalla diga; il 6 dicembre invece abbiamo fatto i primi test con l’acqua potabilizzata del Basento. Numerosi sono i video online dell’acqua di rubinetto con la classica colorazione biancastra che svanisce completamente dopo alcune decine di secondi: l’uso massiccio di cloro porta a questa colorazione. Proprio il ricorso intenso al cloro, unito alla scarsità d’acqua ed alla torbidità delle sorgenti può portare alla creazione dei trialometani, ovvero sostanze volatili tossiche, che derivano dall’azione del cloro. La soglia di legge è 30 mcg/l, i valori misurati dal nostro laboratorio accreditato sono:
- a Santa Maria il valore era di 26;
- in via dell’Agrifoglio, 9;
- in via Anzio 35, quindi oltre soglia;
tutti gli altri parametri negativi. La vecchia lezione dei trialometani(THM) appresa dalla nostra associazione nel Metapontino nel 2018 sembra passare inosservata. All’epoca si arrivò al divieto di utilizzo dell’acqua potabile e all’impiego di autobotti, vicenda che pare essere ignorata dai tecnici di AQL ed Arpab, e dallo stesso Lucentini. Infatti mentre gli enti pubblici ricercano i trialometani sempre nel solito punto di prelievo, ovvero all’uscita del potabilizzatore, dove è statisticamente più probabile trovare tenori sotto soglia vista la grande massa d’acqua che scorre e i tempi utili all’azione del cloro, unita all’areazione abbondante, dovrebbero invece misurare i trialometani in prossimità delle utenze più lontane dal potabilizzatore perchè lì si rischia di avere un tenore più alto di THM ed anche un’acqua non potabile, ovvero nei tratti terminali di AQL dove l’acqua ha una massa diluente minore rispetto agli snodi vicini al potabilizzatore. Serve controllare i THM nelle campagne, nei paesi, nei luoghi più lontani al potabilizzatore, perchè il tenore potrebbe variare seguendo fattori diversi come le distanze e la latenza nelle condotte. A Policoro denunciammo queste dinamiche nel 2018, e allora risolsero il problema dei trialometani aumentando i rilasci di acqua (fatto confermatoci oralmente da fonti interne ma che AQL non ci ha mai messo per iscritto), perchè all’epoca l’acqua c’era, più di oggi, e quindi il problema venne fatto rientrare sotto soglia con la diluizione. Ora che l’acqua è poca e soggetta a facili intorbidamenti emerge il collo di bottiglia del sistema: se non curi la qualità dell’acqua alla fonte allora devi usare tanto cloro, ma tanto cloro significa intaccare la qualità dell’acqua su un altro versante. Alcuni trialometani che vengono normati in sommatoria, perchè parliamo di 4 composti diversi, sono mutageni, genotossici e possibili cancerogeni, ma la loro tossicità non è stata ancora ben definita. Comunque la loro sommatoria è un parametro vincolante, ed in caso di sforamento l’uso dell’acqua va vietato, con prevedibile per legge è anche la possibilità di chiedere una deroga alla soglia di legge stessa, ma la deroga deve seguire un iter. Possiamo dire senza timore di smentita che i controlli delle autorità sono parziali: il monitoraggio non va esteso solo sugli analiti da ricercare, ma va esteso per alcuni composti anche in termini spaziali. Servire 140mila persone su decine di comuni, con centinaia di chilometri di condotte interessate non possono essere riassunte da analisi svolte solo all’uscita dal potabilizzatore. E’ stato analizzato più il Basento che non le utenze domestiche, anche questo sembra un grave errore.
Nell’unica altra analisi ricevuta, nei sedimenti della diga del Camastra, nei pressi di uno dei piloni del viadotto, lo zinco a fronte di una soglia di 150 mg/kg è stato rilevato a 167. Anche il cobalto era prossimo alla soglia di 20, valore misurato 18. Sui sedimenti di diga ci sarebbe un discorso ad hoc da affrontare, ma ci sembrava giusto misurare almeno un punto ed approfittare della situazione di secca per prelevare sedimenti che altrimenti sarebbero inaccessibili. Cerchiamo comunque di soffermarci ai rubinetti, per capire effettivamente la capacità del potabilizzatore e del monitoraggio sanitario, perchè analizzare le matrici ambientali pre-potabilizzazione ha costi assai maggiori.
Siamo in attesa di altre analisi relative al 6 dicembre, ed il 13 dicembre abbiamo svolto l’ultimo prelievo prenatalizio per altre classi di contaminanti non ricercati dalle autorità. I tenori di trialometani nelle analisi di AQL ed Arpab hanno un trend più o meno stabile ma parrebbe sempre sotto i 20 mcg, sempre nel medesimo punto di prelievo, scelta che potrebbe pregiudicare la tutela sanitaria in prossimità delle utenze finali, secondo noi i THM vanno misurati ai contatori esterni in prossimità delle utenze finali, come imponemmo a Policoro nel 2018. Non potendo con i nostri mezzi andare in soccorso ad ogni richiesta di aiuto proponiamo alla cittadinanza un modo semplice di operare in autotutela: molti laboratori in Basilicata possono ricercare i THM, quindi proponiamo un protocollo di monitoraggio facile ed economico: se volete analizzarli chiamate uno o due laboratori, non sempre gli stessi ma a rotazione o in contraddittorio, trovate i recapiti tra i laboratori usati da AQL, o quello usato dal comune di Tricarico, o quelli usati da noi nel 2018. Tranquilli perchè anche noi continueremo a monitorare questi parametri, creando così una rete partecipata e libera che può condividere i dati in assoluta autonomia. SOLO UN CONSIGLIO TECNICO PRECISO DOBBIAMO DARE: OSSERVATE CHE IL PRELIEVO VENGA FATTO AL MEGLIO, perchè parliamo di sostanze molto volatili quindi provetta in vetro con chiusura ermetica ed immediata una volta finito il prelievo, riempirla e svuotarla almeno una volta con la stessa acqua che si intende analizzare, sciacquando anche il tappo, ed al momento della chiusura controllate che nella provetta NON vi sia neanche una bolla d’aria, questo garantirà un risultato il più veritiero possibile.
Riportiamo qualche utile video del 2018, dedicati ad una terra dalla memoria cortissima:
per chi volesse sostenere i costi delle nostre analisi, alleghiamo i riferimenti, premesso che ad oggi abbiamo raccolto 3200 euro, spesi/pendenti 6200:

foto prelievi/campioni citati nell’articolo:





consigli sull’utilizzo dell’acqua di rete:
- far decantare per qualche minuto per qualsiasi uso;
- bollitura abbatte diversi problemi;
- evitare docce o bagni caldi e prolungati.
- Potabile non significa ottimo o buono, ma conforme ad una legge figlia di compromessi; potabile non significa sicura dal punto di vista sanitario in senso lato ed assoluto/dogmatico, basti vedere la vicenda PFAS in Veneto: un contaminante può essere presente ma non viene ricercato, o i contaminanti anche sotto soglia di legge possono procurare un danno sanitario, anche minimo ed infinitesimale, e l’effetto sinergico tra diversi contaminanti oltre soglia non è regolamentato. Quindi al consumatore finale l’ardua sentenza;
- in allegato il parere del medico ISDE – Agostino di Ciaula
