Continua l’autocontrollo degli imprenditori della monnezza, ed Arpab recepisce

localizzazione discariche area pista Mattei – Pisticci Scalo

Con delibera n.96 del 15 marzo 2017 l’Arpab ha deliberato in merito al completamento ( dopo oltre 15 anni ancora incompiuta ) della caratterizzazione, ossia indagine ambientale, relativamente all’area “ex Pista Mattei di Pisticci Scalo “, area che peraltro è in attesa della VIA da parte della Regione Basilicata per i lavori di adeguamento ad aeroporto nazionale.

Premesso che ormai sulla Pista Mattei ne abbiamo dette e ricevute di ogni colore, quello che c’è da aggiungere questa volta è che il Dipartimento Ambiente regionale con una determina del 2016 ha affidato suddetti lavori al “consorzio stabile” campano, RESEARCH, con sede a Napoli, e l’Arpab dovrà validarne il lavoro mediante apposita convenzione.

Ma questo consorzio Research cos’è? E’ un consorzio specializzato in restauri ed archeologia ma che al suo interno ha oltre 60 aziende consorziate, tra le quali alcuni specializzate in lavori ambientali: come Tecnoparco Valbasento spa, Semataf ed Impes, praticamente i Somma e Castellano. Quindi a terminare le indagini ambientali in una zona delicata come la Pista Mattei dovrebbe essere il consorzio ove sono soci l’azienda adiacente, indagata per reati ambientali, ed un altro “collega” già arrestato per reati ambientali. Bella la Basilicata: tutti a pensare al FAI, ai festival e agli expo, mentre la vera festa ce la fanno in casa, sotto gli occhi.

Ma la Regione Basilicata ed Arpab non dovevano farsi aiutare da Ispra in questi lavori? Continuiamo a “sub-appaltare” ad indecifrabili realtà private lavori così importanti? Ma in Basilicata i prefetti conoscono il carattere preventivo delle interdittive antimafia?

Giorgio Santoriello

Di Giorgio Santoriello

Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.

4 pensiero su “Un consorzio campano, con soci Somma e Castellano, caratterizzerà l’area della Pista Mattei”
  1. Senza vergogna! La magistratura non può prendersi dei tempi biblici per poi intervenire e riparare situazioni compromesse. Il caso di Costa Molina, della Val Basento…e chissà cosa ci riserva il futuro!

    Vi sono grato alla vostra associazione che dopo la misteriosa chiusura della OLA (non sono da escludere ricatti e minacce da parte dei potentati lucani e non) porta avanti la causa ambientalista che oggi più che mai, si configura come lotta alle mafie e all’omertà nostrana.

    1. grazie Enzo, noi andiamo avanti e male come va anche quando non scriviamo o non scriveremo più, queste notizie non saranno mai tolte dal web

      1. Caro Giorgio, io c’ero nell’autunno 2015 in quella sala semivuota a Montemurro quando tu e la Prof. Colella avevate presentato i dati delle analisi alle polle limitrofe al pozzo Costa Molina. Ho toccato con mano l’omertà di un paese esposto a rischi altissimi. Ho letto i risultati che voi avevate anticipato prima del recente scandalo dei dati occultati da Arpab all’allora provincia gestita dal montemurrese Lacorazza.
        è bene aprire gli occhi, lo dico a tutti. L’intero bacino idrogeologico della val d’agri è una risorsa inestimabile che se viene compromessa …non oso nemmeno pensarci. Ci sono strade che sono senza ritorno, purtroppo. Rimaniamo vigili!

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